Salini presenta offerta per Astaldi, aumento da 225 mln

Cornelia Mascio
Febbraio 14, 2019

Sarà Salini Impregilo il cavaliere bianco destinato a risollevare le sorti di Astaldi, entrata da tempo in forte crisi.

Ihi. ha scritto MF-Milano Finanza, non investirà né parteciperà al salvataggio di Astaldi, spiegando che la decisione di non investire è legata al fatto che Astaldi non soddisfa le condizioni poste da Ihi per un accordo. "Il board, si legge in una nota della società - 'avendo ricevuto una offerta da parte di salini impregilo, ha approvato la presentazione del piano e della proposta concordataria, di cui alla domanda di concordato preventivo con continuita' aziendale, recante le indicazioni per il soddisfacimento dei creditori, nonchè ulteriore documentazione prevista dalla legge". "La proposta concordataria Astaldi è soggetta ad ammissione da parte del tribunale, a successiva approvazione da parte della maggioranza dei creditori" e "ad omologa dello stesso tribunale nel contesto della procedura concorsuale" spiega la società.

"Tutto sommato, riteniamo che la proposta Salini Impregilo di Astaldi sia coerente con l'obiettivo di Salini di mantenere una solida struttura finanziaria, anche perché il possibile esborso da 225 milioni di euro si materializzerebbe verso la metà del prossimo anno e potrebbe essere parzialmente coperto dalla generazione del free cash flow per l'esercizio 2019 e la prima parte del 2020", commentano gli analisti di Fidentiis che confermano la raccomandazione buy, con valuation range di 2,8-3 euro. Lo dichiara Salini Impregilo in una nota quale han comunicato di avere presentato un'offerta offerta per entrare nel capitale di Astaldi.

"Il supporto di Salini Impregilo al piano concordatario di Astaldi rappresenta un'opportunità per creare uno dei maggiori operatori globali con un portafoglio commesse Epc combinato di circa 33 miliardi di euro e oltre 45 mila dipendenti" sottolinea ancora Salini, aggiungendo che "la complementarietà delle geografie e dei comparti infrastrutturali delle due società contribuirebbe a un rafforzamento della presenza all'estero e al miglioramento del profilo rischio-rendimento del gruppo risultante dall'integrazione, con il conseguimento di sinergie commerciali e operative ascrivibili alla valorizzazione delle rispettive competenze tecniche e commerciali". "Il nostro eventuale coinvolgimento può avere significato solo nell'ambito di una operazione di sistema, insieme a banche e partner industriali". Noi, per esempio, siamo presenti in Trevi, altra impresa che deve fare i conti con una congiuntura difficile da gestire perché l'intero settore è in difficoltà.

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