Siria, Micalizzi ha perso la vista da un occhio

Remigio Civitarese
Febbraio 14, 2019

Si tratta di Gabriele Micalizzi, 34 anni, milanese: era nella zona di Dayr az Zor per documentare l'offensiva curdo-araba, appoggiata dagli Usa, contro l'ultima sacca di resistenza dell'Isis nel Paese. Il reporter sarebbe ricoverato nell'ospedale della base americana e non corre pericolo di vita. È quanto scrive su Twitter il Rojava Information Center.

La procura di Roma ha aperto un fascicolo sul ferimento del fotografo e indaga per attentato con finalità di terrorismo: il pm Sergio Colaiocco ha affidato ai carabinieri del Ros la delega per lo svolgimento delle indagini. L'offensiva a Deir Ezzor è in corso da settembre. Diplomato all'Accademia di Belle Arti - si legge sulla sua biografia online - ha iniziato coprendo notizie locali a Milano e successivamente ha focalizzato la sua attenzione sul Medio Oriente ed altre aree di crisi. Sulla sua pagina Facebook spiega che "preferisce progetti di lungo termine in cui può sviluppare il suo linguaggio personale".

Micalizzi collabora con giornali e riviste nazionali e internazionali quali: "New York Times Magazine", "New Yorker", "Newsweek", "Stern", "Corriere della Sera", "Espresso", "Repubblica", "Internazionale", "Panorama", "Sportweek", "Wall Street Journal".

E se Trump ha aggiunto che si tratta di "giorni", da parte militare non si fanno previsioni circa i tempi di questa battaglia e si lascia per contro filtrare preoccupazione per la presenza di un numero imprecisato di cellule più o meno dormienti - sia in Siria sia in Iraq - che attenderebbero solo l'allentamento della pressione dell'antiterrorismo per riprendere la loro minaccia.

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