La NASA tornerà presto sulla Luna, e questa volta ci resterà

Rodiano Bonacci
Febbraio 18, 2019

Per farlo, la NASA si servirà dei CLPS (Commercial Lunar Payload Services), servizi commerciali di carico che all'inizio riguarderanno materiali scientifici e tecnologie dimostrative, ma che serviranno anche a dare il via a una vera e propria spola di cargo tra la Luna e la Terra, che in un futuro non lontano porterà l'uomo a investire sempre di più nell'esplorazione spaziale e a specializzarsi nella permanenza dell'umanità al di fuori del suo pianeta natale. Lo ha detto l'amministratore della Nasa, Jim Bridenstine, durante una conferenza stampa nel quartier generale di Washington.

"Questa volta, quando andremo sulla Luna, resteremo davvero, non lasceremo bandiere e impronte e poi torneremo a casa per non tornare indietro per altri 50 anni", ha proseguito. La scadenza per le offerte è il 25 marzo, con una prima selezione a maggio, una tempistica molto stretta per un'agenzia i cui progetti passati hanno superato sia i tempi previsti che i miliardi spesi.

Il piano è di ritornare sul nostro satellite naturale "con nuove tecnologie e sistemi innovativi per esplorare più luoghi sulla superficie di quanto avessimo mai pensato possibile". L'obiettivo, ha aggiunto, è fare in modo di "inviare gli astronauti sulla superficie della Luna nel prossimo decennio". Il piano è di tornare soprattutto "per testare le tecnologie destinate alla futura missione umana per Marte", ha spiegato all'ANSA il commissario straordinario dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) Piero Benvenuti. Chiamata Lop-G (Lunar Orbital Platform-Gateway) dovrebbe coinvolgere gli stessi partner dell'attuale Stazione Spaziale, ossia le agenzie spaziali di Stati Uniti (Nasa), Europa (Esa), Russia (Roscosmos), Giappone (Jaxa) e Canada (Csa). L'Italia ha tutti i presupposti per collaborare all'impresa "perché con la sua industria ha praticamente il monopolio della costruzione dei moduli abitativi della Stazione Spaziale Internazionale e nei prossimi incontri bilaterali con la Nasa, l'Asi discuterà della possibile partecipazione italiana al progetto". Questo obiettivo comporterà la costruzione di una piccola stazione orbitale attorno alla Luna "per salire e scendere dalla superficie con una navetta". Con questa soluzione, ha aggiunto, "c'è bisogno di meno potenza e quindi meno carburante rispetto a un veicolo che deve andare e venire dalla Terra alla Luna".

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