Jack Savoretti canta il romanticismo italiano in "Singing To Strangers"

Brunilde Fioravanti
Marzo 15, 2019

Il 15 marzo esce su tutte le piattaforme digitali, streaming e negozi di dischi SINGING TO STRANGERS, il nuovo album di Jack Savoretti. Un disco cantato si in inglese, ma che ha tanto dell'Italia e della sua genuinità.

Come nasce la collaborazione con Bob Dylan? "O almeno è quello che racconta mia figlia alle sue amichette", dice sorridendo. E' questa è l'idea di partenza dell'album. Poi come si sviluppa? Senza dimenticare la valigia e la chitarra.

Per capire "Singing to strangers" bisogna partire dal titolo. E' un disco diverso, i precedenti erano parte di un periodo della mia vita ben preciso, dentro c'era anche la frustrazione dell'epoca. Il trasferimento da Londra alla campagna, la famiglia, la moglie e i due figli. In questo luogo ho trovato la libertà, per assurdo la ho trovata da fermo io che sono sempre in giro. Volevo un album che celebrasse questa sensazione di romanticismo. Ci sono ancora dei fantasmi in me ma ci vivo bene. Come va con la Brexit?

"Non sono d'accordo, io sono europeo, più europeo di me non credo si possa essere". Tre date in Italia ad aprile: il 16 a Padova, il 17 a Milano, il 18 a Roma: che concerto vedremo? Tutte le canzoni devono essere identitarie. Ho insistito per avere con me la mia band da strada, quelli che girano con me da anni. Il secondo invece mi ha colpito subito, era come se Bob Dylan avesse letto quello che stavo vivendo io, mi apparteneva.

"Quella canzone, sopratutto negli ultimi due anni, per me è stata una preghiera da ascoltare nei momenti duri e dolorosi".

Ha lavorato negli studi romani di Ennio Morricone. Con la chitarra mi veniva da cantarla come Dylan perché ti viene da cantarla in quel modo. Ci sono delle cose da cambiare, però. C'è Marvin Gaye. Non sono per un genere, mi piace la contaminazione. Protagonista è Alessandra Mastronardi che rappresenta l'eleganza romantica e genuina che è la colonna portante del disco.

Tour ad aprile in Italia e poi di nuovo il mondo: "La mia carriera è sempre in bilico tra ego e portare a casa soldi". Ricordo a Cremona che sentivo il suono delle scarpe: una ansia pazzesca. Jack Savoretti ci racconta che inizialmente aveva reagito un po' stizzito, "fare il musicista è molto di più", ma poi riflettendoci, ha capito che "aveva ragione lei", il suo mestiere consiste proprio in questo. Ho accettato immediatamente, ma non pensavo che il progetto si trasformasse in realtà.

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