Cosa cambia per la pensione di cittadinanza 2019

Cornelia Mascio
Marzo 16, 2019

Le commissioni Affari sociali e Lavoro della Camera hanno approvato un emendamento al decreto legge Rdc e Quota 100, presentato dalle relatrici, che include tra le richieste che potranno essere presentate negli istituti, oltre a quelle già previste per le pensioni di cittadinanza, anche quelle relative al reddito.

E' quanto stabilisce un emendamento al decretone secondo cui gli assegni previdenziali potranno dunque essere riscossi alle Poste o in banca, in contanti (se inferiori a 1.000 euro) o tramite accredito su conto corrente postale o bancario. "Dimostreremo, anche attraverso questa nuova previsione normativa, che il Reddito di Cittadinanza ha l'obiettivo di reinserire le persone nel mondo del lavoro, e non lasciarle sul divano, come invece qualcuno ama raccontare". Gli stessi strumenti potranno essere utilizzati anche dai comuni, per i lavori socialmente utili.

Tra le modifiche già approvate dalle commissioni c'è la stretta per i genitori single che fanno domanda per l'accesso al reddito di cittadinanza. Come i conviventi che cambiano la situazione anagrafica ma che continuano a vivere sotto lo stesso tetto. O come i genitori single. La proposta che ha incassato il via libera delle commissioni prevede che "per evitare comportamenti opportunistici" in presenza di figli minori, ai fini del calcolo Isee, fa parte del nucleo familiare anche il genitore non convivente o non sposato. Alle tariffe agevolate per le bollette della luce e del gas la proposta di modifica nella lista aggiunge, infatti, anche il servizio idrico integrato.

"Working poor" rientrano in stato di disoccupazione - Ai fini della fruizione delle opportunità di politica attiva del lavoro, previsti dal reddito di cittadinanza, i "working poor", ovvero i lavoratori con reddito bassissimo, rientrano nella definizione di "stato di disoccupazione". Il Piano, si spiega nella proposta di modifica, dovrà fornire una "cornice volta a garantire l'attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni connesse alle politiche attive del lavoro in favore dei beneficiari del reddito di cittadinanza". Previsto inoltre l'incremento delle dotazioni organiche dei centri dell'impiego, a decorrere dal 2020, fino a complessive 3.000 unita' di personale, e a decorrere dal 2021 ulteriori 4.600 unita' inclusa la stabilizzazione delle unita'. Le risorse residue, pari a 110 mln nel 2019 e 120 mln nel 2020, per un totale di 230 milioni, andranno alle regioni. Con questo ritocco i nuclei che hanno familiari a carica potranno avere un beneficio maggiorato di 50 euro. "Come si capisce, siamo di fronte a una farsa".

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