Ghali, ascolta "I Love You"

Brunilde Fioravanti
Marzo 16, 2019

La scelta di un carcere non è casuale.

E aggiunge: "A un anno dall'uscita nulla è cambiato e ho deciso di dedicare un'altra canzone d'amore a chi mi sta affianco, alla prima persona che potrebbe cambiare le cose, al primo futuro quindi a un amico, un fratello o una sorella". La base è valida, strofe ("E piango in discoteca come gli Alcazar / Sboccio, ma non bevo, sono in Ramadan / Ho quaranta ladroni come Alì Babà / Non finiamo in rehab, ma finiamo il kebab") e ritornello ("I Love You, Yeah" ripetuto all'infinito) un poco meno. Il singolo arriva a un anno dal travolgente successo di "Cara Italia", che invece era una lettera d'amore al suo Paese, destinata a chi si trova ai vertici: "Stavolta ho preferito parlare a chi mi sta a fianco", racconta in questo video che riassume la sua esperienza alla Casa Circondariale di San Vittore. Un brano che il rapper milanese ha voluto svelate tra le mura del carcere di S. Vittore, a Milano, dove per due giorni si è intrattenuto con i detenuti facendosi raccontare le loro storie e le loro speranze per il futuro una volta usciti di prigione. "Bisogna guardarsi a fianco prima di cercare di cambiare la testa di chi tra di noi non vuole mai scendere a giocare". Alla sua presentazione hanno assistito tanti detenuti, uomini e donne, che hanno potuto ascoltare in anteprima "I love you" e si sono scatenati sulle sue note. "Non ho ancora perso le speranze", dice il cantante. A loro, Ghali fa una domanda: "Quanto sarebbe bello utilizzare la musica per far capire che possiamo farcela?".

Anche la copertina del singolo significa questo: un passo di moonwalk, una palla stroboscopica legata a una caviglia e una fitta vegetazione dietro le sbarre a rappresentare la voglia di vivere. "Vorrei ringraziarvi per il tempo che ho trascorso con voi - dice Ghali nel congedarsi- ho imparato molto e spero di rimanere in contatto con voi dentro e fuori da qui". Io, nonostante questo grande vuoto nella mia vita, non provo odio: credo che sia sotto la divisa sia sotto il passamontagna ci sia un essere umano. Proprio per questo l'artista nella canzone vuole sottolineare che è facile amare familiari e amici, ma è ancor più importante amare chi sembra estraneo. Mentre sullo schermo vengono proiettate le immagini del murales realizzato da Jorit (artista napoletano) a San Vittore: "La musica libera tutti".

Altre relazioniGrafFiotech

Discuti questo articolo

Segui i nostri GIORNALE