Governo paga gli F35 agli Stati Uniti

Remigio Civitarese
Marzo 17, 2019

Il governo italiano pagherà le rate per gli F-35, anche se "occorre una revisione profonda degli accordi fatti - ha spiegato il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano - sugli F-35 abbiamo detto e lo confermiamo, che occorre una revisione profonda degli accordi fatti, ma è chiaro che se abbiamo delle commesse da pagare certamente non passeremo alla storia per aver tradito un accordo fatto con aziende private, c'è un'intera filiera che va rispettata". Una sorta di verifica dei costi-benefici sulle spesa della Difesa e un modo per prendere tempo e sopire un nuovo scontro nella maggioranza. Oggi a Palazzo Chigi si è svolto un incontro tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e la ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, "un'occasione per vari aggiornamenti riguardanti i temi della difesa". Alla fine del colloquio Palazzo Chigi pubblica una nota in cui leggono le due novità, La prima è l'annuncio che "sono state già trasferite negli Stati Uniti le somme dovute per le commesse già completate e nei prossimi giorni verranno concretamente effettuati i pagamenti".

Il tema degli F35, come è noto, divide leghisti e grillini. "E secondo me ogni ipotesi di rallentamento e ravvedimento dell'acquisto degli aerei è un danno economico per il nostro Paese". Così fonti della Difesa all'agenzia Ansa replicano al vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini che è tornato a Napoli a dire la sua sugli F35. Da Via XX Settembre è, inoltre, ricordato - una precisazione d'obbligo - che "le forze armate sono uno strumento tecnico al servizio del paese, dalla programmazione all'esecuzione dei programmi d'investimento, dalla pianificazione alla condotta di operazioni militari, il tutto sempre in seguito alle decisioni politiche ed ogni dichiarazione che possa apparire in controtendenza è strumentalizzata".

Una realistica prudenza da parte della Ministro Trenta sulla questione, con una revisione senza eccessivi strappi del programma F35, appare l'unica strada percorribile. Il "No agli F35", già uno degli slogan-bandiera del Movimento, ora da far virare in un "sì condizionato" appare indispensabile, sia per la credibilità ed il rispetto degli impegni internazionali assunti dall'Italia, sia per far comprendere ed accettare alla 'base' dei militanti orientati sulle parole d'ordine più radicali - già sottoposti a stress notevoli sul fronte TAV o per le visoni ed esternazioni opposte a M5Se del vice premier della Lega -, una soluzione minimamente accettabile.

Martedì 12 marzo il capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, Alberto Rosso, ha espresso alla Camera "forte preoccupazione" per l'incertezza che continua a gravare sugli F35.

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