Gucci è il marchio italiano che vale di più

Cornelia Mascio
Marzo 22, 2019

I marchi italiani hanno una presenza forte in tutto il mondo. Dietro la griffe fondata da Guccio Gucci, oggi parte del colosso francese Kering, si piazzano due società di settori differenti: Tim (9,41 mld) ed Enel (7,94 mld).

Lusso, cibo di qualità, superacar.

Anche quest'anno Gucci si conferma il marchio italiano con il più alto valore economico, primo nella classifica BrandZ Top 30 Most Valuable Italian Brands, stilata da Wpp e Kantar Millward Brown. La novità della più allargata top 30 Top 30 italiana è rappresentata da Fastweb (27° posto in classifica con 891 milioni), percepito dai consumatori come particolarmente innovativo nel settore delle telecomunicazioni grazie alle sue connessioni veloci e alle offerte trasparenti per i consumatori. Gucci ha chiuso l'ultimo anno finanziario oltre la soglia degli 8 miliardi di ricavi, con una redditività pari al 40 per cento del fatturato. Rispetto alla passata rilevazione, il balzo è impressionante: il brand vale il 50% in più.

Schermata
Marchi italiani, Gucci vale di più. La tripletta di Ferrero, entra Fastweb

Come detto, Gucci è la capofila di un drappello del lusso ben nutrito: nella top 10 rientrano anche Prada e Armani (rispettivamente sesta a 3,9 e decima a 2,6 miliardi di valore), poi si trovano altri brand quali Fendi, Bottega Veneta, Salvatore Ferragamo e Bulgari. Una fetta maggioritaria (quasi il 40%) dei 96,9 miliardi riconosciuti a tutti e 30 i marchi del Made in Italy. Si tratta di Ferrari (+36%, 4,75 miliardi di dollari), Fiat (+23% con 1,39 miliardi di dollari), Campari (+23% con 591 milioni di dollari) e Fendi (+22% con 1,88 miliardi di dollari). Al quarto posto tra le "famiglie" di marchi c'è l'energia, grazie all'apporto di Enel e A2a. Questo approccio internazionale nella costruzione del marchio consente di ampliare la base di clienti potenziali, di diversificare il rischio e di capitalizzare la crescita in mercati in rapido sviluppo. "Il Brand 'Italia' poggia sul patrimonio culturale eredità del passato, fatto di autenticità e stili di vita". La seconda categoria più forte è quella alimentare, con Kinder (4), Nutella (8), Ferrero Rocher (11) e Barilla (26) che mostrano la capacità degli imprenditori italiani "di trasformare i marchi di un singolo prodotto in giganti globali".

"Nella nostra classifica vediamo molte "aziende che rappresentano un modello di business tipicamente italiano che sta ottenendo risultati straordinari sulla scena mondiale - sottolinea Massimo Costa, country manager di Wpp Italia - Emerge cioè un gruppo di imprese agili e interconnesse, guidate da un forte spirito imprenditoriale, che dettano il ritmo di crescita e innovazione nel loro business".

A trainare la crescita dell'Italia è stata in particolare l'innovazione: i marchi che sono stati in grado di andare avanti al passo con i tempi, e qualche volta di anticiparli, hanno visto crescere il valore del 17% contro l'1% di quelli meno innovativi.

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