Pescara, l’autopsia conferma: Veronica uccisa da un’encefalite

Modesto Morganelli
Aprile 12, 2019

I medici che per primi avevano preso in cura la donna avevano diagnostica problemi di natura mentale. E' morta per le conseguenze di una encefalite erpetica Veronica Costantini, la mamma 32enne, deceduta improvvisamente sabato scorso nel reparto di Rianimazione a Pescara.

Tutto questo è emerso nella giornata di mercoledì dall'autopsia effettuata a Pescara dal medico legale Cristian D'Ovidio su incarico del pm Andrea Papalia, che sulla vicenda ha aperto un fascicolo, iscrivendo nel registro degli indagati quattro dottori del Santo Spirito con l'ipotesi di reato di omicidio colposo. A stroncare la trentaduenne sarebbe stato, in particolare, un edema cerebrale massivo provocato da una encefalite da Herpes Simplex di tipo 1. Dopo il suo decesso, il marito di Veronica, Lorenzo Grilli, e i genitori Alvaro e Monica hanno presentato un esposto in Procura tramite l'avvocato Anthony Hernest Aliano che ricostruisce in modo dettagliato gli ultimi giorni di vita della mamma 32enne. Era in stato confusionale, e i parenti l'hanno accompagnata in ospedale per alcuni accertamenti.

La giovane si è sentita male lunedì 1 aprile. Se, con una diagnosi tempestiva, Veronica si sarebbe salvata. Ma la madre di Veronica, che è un'infermiera in pensione, vedeva che le condizioni di salute di sua figlia erano molto lontane dal migliorare, così ha portato la 32enne dal medico di base, il giorno successivo. Il 3 aprile la situazione precipita: Veronica torna in ospedale e viene ricoverata prima nel reparto di Malattie Infettive e poi in quello di Neuropsichiatria dov'è vittima prima di una crisi epilettica e poi cardiaca che la fa restare "per almeno 20 minuti senza attività vitale" e dalla quale non si sarebbe mai più ripresa. Ed è in Psichiatria che la situazione è precipitata per cui d'urgenza è stata trasferita alla Rianimazione, dove le è stata riscontrata l'encefalite che, nel giro di qualche ora, l'ha portata alla morte. Anche il ministero si è attivato e ha inviato gli ispettori che dovranno accertare se a determinare la morte abbiano contribuito difetti organizzativi e se siano state rispettate tutte le procedure previste a garanzia della qualità e sicurezza delle cure.

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