Il ministro Tria: no alla manovra correttiva. Crescita sostenuta nel secondo semestre

Cornelia Mascio
Aprile 14, 2019

"Italia e Germania, per questo, sono i più colpiti".

Un fatto ancora più grave se si tiene in considerazione che "il ministero dell'Economia è oggi azionista di assoluta maggioranza a Rocca Salimbeni" e soprattutto che il vicepremier Luigi Di Maio recentemente "aveva detto pubblicamente di essere favorevole a un giudizio sul comportamento degli amministratori".

GUARDA IL VIDEO: Fmi, Italia sia credibile. Queste previsioni indicano un restringimento del gap di crescita tra l'Italia e l'Eurozona, che andava corretto.

"Con questo Documento di Economia Finanza abbiamo voluto dare anche un messaggio di stabilità nel senso che intanto il quadro macroeconomico che abbiamo presentato è completamente condiviso con tutte le istituzioni che fanno previsioni macroeconomiche", ha dichiarato l'esponente del governo Conte.

"Non è detto, bisogna vedere quali provvedimenti prenderemo dal lato delle uscite e delle entrate". Certo, ammette lo stesso ministro, questo non sta accadendo nel modo auspicato. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, precisando che "non ci saranno manovre correttive".

Tria non vede schiarite all'orizzonte: il cielo sull'economia mondiale rimane plumbeo: "Siamo in una situazione di forte incertezza sulla crescita" a livello globale. Thomsen aveva giudicato sbagliato tornare indietro sulla riforma delle pensioni.

A Washington Tria ha incontrato il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde. Replicando al commissario Ue per gli Affari economici e monetari Pierre Moscovici, che ha chiesto all'Italia di rispettare gli impegni, Tria è chiaro: "Rispetteremo gli obiettivi di deficit strutturale concordati, forse raggiungeremo un risultato leggermente migliore". "Non c'è solo la via della Seta", si legge nella nota.

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