"Notizie da Lecco e provincia " Papa Benedetto interviene sugli abusi sui minori

Remigio Civitarese
Апреля 15, 2019

E il professore di Storia del cristianesimo alla Villanova University in Pennsylvania, Massimo Faggioli, sull'Huffington Post scrive: " Si riapre il processo al Concilio Vaticano II", posto "all'origine della decadenza morale nella Chiesa", mentre "tutti gli studi scientifici disponibili" mostrano che "la storia degli abusi sessuali inizia ben prima degli anni Sessanta: si ritrova già negli scritti dei Padri della chiesa nei primi secoli", fino più recentemente al "caso di Marcial Maciel e dei Legionari di Cristo", per gli abusi sessuali continuati per decenni a partire da denunce che risalivano al 1956.

"Tra le libertà che la rivoluzione del 1968 voleva conquistare c'era la totale libertà sessuale, una libertà che non concedeva più alcuna norma", scrive Benedetto XVI. Il papa emerito spiega che Giovanni Paolo II operò per arginare quella che ha ritenuto una deriva pericolosa. "Parte della fisionomia della rivoluzione del '68 è stata che la pedofilia è stata diagnosticata come permessa e appropriata".

L'analisi di Ratzinger e il ringraziamento a Bergoglio - Nel suo lavoro diviso in tre parti Ratzinger - che precisa di aver pubblicato queste note dopo aver sentito il Segretario di Stato Pietro Parolin e lo stesso papa Francesco - scrive che "nei venti anni dal 1960 al 1980, i precedenti standard normativi relativi alla sessualità sono collassati interamente, ed è nata una nuova normativa che da quel momento è stata il soggetto di elaborati tentativi di spaccatura". "La Chiesa di oggi è come non mai una Chiesa di martiri..." "Il diffuso collasso delle vocazioni sacerdotali in quegli anni e l'enorme numero di dimissioni dallo stato ecclesiastico furono una conseguenza di tutti questi processi".

Nella terza parte del testo, Benedetto XVI si chiede quali siano le risposte giuste della Chiesa.

"In questa tesi - prosegue - c'è senz'altro qualcosa di giusto che merita di essere ulteriormente discusso e approfondito". "L'antidoto al male che minaccia noi e il mondo intero - afferma - ultimamente non può che consistere nel fatto che ci abbandoniamo" all'amore di Dio: "Questo è il vero antidoto al male".

Da una parte Papa Wojtyla ribadiva "l'affermazione che ci sono azioni che non possono mai diventare buone".

Il problema è ancora più profondo, e risiederebbe nella società occidentale, "nella quale Dio è assente dalla sfera pubblica, società per la quale non ha più nulla da dire". Conclude ringraziando il suo successore, Francesco, "per tutto quello che fa". Sì, dice, il peccato e il male nella Chiesa ci sono,"ma anche oggi la Chiesa santa è indistruttibile".

Fin qui il testo. ("A chi giova?"), perché Ratzinger ha scritto quel documento che l'accosta a tanti tradizionalisti anche di casa nostra, che lottano a viso scoperto Papa Francesco?

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