Sea Watch: indagati anche Toninelli, Di Maio e Conte

Remigio Civitarese
Aprile 16, 2019

"Ho letto dell'indagine a carico di Salvini: ieri ho ricevuto la stessa notifica, sono indagato anche io ma non mi sento Napoleone".

Nell'inchiesta per sequestro di persona aperta dalla Procura di Catania sui presunti ritardi nello sbarco della Sea Watch nel capoluogo etneo oltre al ministro Salvini sono indagati anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il vice premier Luigi Di Maio e il ministro Danilo Toninelli. Lo ribadisce il vicepremier e ministro dell'Interno. "Quel che sta accadendo non è un gioco, non è Risiko in cui uno si diverte a fare il duro con l'altro". Salvini ha ribadito che Zuccaro, proprio come per il caso Diciotti, ha avanzato richiesta di archiviazione. "Credo che queste garanzie, che valgono anche per il cittadino Matteo Salvini, siano sufficienti affinché il ministro non sia tentato dal sottrarsi ancora una volta al giudizio della magistratura con l'odioso ricorso all'immunità parlamentare per le vicende del tardato sbarco dei profughi dalla Sea Watch". Sono nuovamente indagato ma finché faccio il ministro dell'Interno, i colleghi ministri possono dire quello che vogliono, ma i porti restano e resteranno chiusi.

"Io non cambio idea, per il bene degli italiani con me i porti sono e rimangono chiusi". Il Tribunale dei ministri di Catania aveva invece sollecitato l'autorizzazione a procedere per il responsabile del Viminale, che è stata poi bocciata a larga maggioranza dal Senato. I giudici dovranno decidere entro 90 giorni dal deposito della richiesta di archiviazione, due le opzioni sul terreno: inviare una nuova richiesta di autorizzazione a procedere a Palazzo Madama o, in alternativa, archiviare il fascicolo, decisione questa che sarebbe definitiva perché non appellabile.

A gennaio i 47 migranti furono costretti a restare per dieci giorni sulla nave umanitaria prima di poter scendere al porto di Catania. e la sua deliberazione non è impugnabile se accoglierà l'archiviazione.

Sul caos in Libia e il pericolo di una nuova emergenza sbarchi Di Maio ha detto che il governo "non permetterà mai che 800 mila migranti arrivino in Italia". Insomma sulla Libia "niente fughe in avanti dei paesi europei, che poi magari contribuiscono all'instabilità".

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