Papa:trionfalismo e mondanità minacce più perfide per Chiesa

Remigio Civitarese
Апреля 17, 2019

Per il Pontefice "nei momenti di oscurità e grande tribolazione" bisogna "avere il coraggio di tacere, purchè sia un tacere mite e non rancoroso".

Riferendosi al Vangelo di oggi, dunque, Francesco all'omelia aveva parlato delle "acclamazioni dell'ingresso in Gerusalemme e l'umiliazione di Gesù". Le grida festose e l'accanimento feroce. Gesù, anche nei momenti difficili, si è fiduciosamente abbandonato nelle braccia della volontà del padre, ha deciso di seguire la sua volontà: "dalle tentazioni del deserto fino alla sua passione" - ha continuato Francesco.

In una piazza San Pietro gremita da circa 40mila fedeli (che secondo la Gendarmeria sono diventati 50mila all'Angelus), il Papa ha sottolineato che Cristo ha dovuto continuamente lottare contro la tentazione del trionfalismo, di compiere la missione non come voleva il Padre ma, per così dire, a modo suo: "Il Signore ha risposto rimanendo fedele alla sua via, la via dell'umiltà". Nei secoli i Papi hanno sempre sostenuto la Chiesa in a Santa, che vive a contatto con i Luoghi Santi e lavora per la loro conservazione. Il trionfalismo cerca di avvicinare la meta per mezzo di scorciatoie, di falsi compromessi. "Punta a salire sul carro del vincitore", "vive di gesti e di parole che però non sono passati attraverso il crogiolo della croce", "si alimenta del confronto con gli altri giudicandoli sempre peggiori, difettosi, falliti".

Cita poi De Lubac, e ammonisce: "Una forma sottile di trionfalismo è la mondanità spirituale, che è il maggior pericolo, la tentazione più perfida che minaccia la Chiesa". Gesù ha distrutto il trionfalismo con la sua Passione. La Lega nazionale dilettanti, riconosce Francesco, "promuove come suoi valori di riferimento la lealtà sportiva e il rispetto delle regole, il fair-play ossia il gioco leale e corretto, vissuto con intensità ma con grande rispetto dell'avversario e di ogni persona che si ha davanti". Il suo cuore godeva nel vedere l'entusiasmo e la festa dei poveri d'Israele. Lì c'era chi lo acclamava chiamandolo Messia o Re, ma nel cuor suo Gesù taceva, perché sapeva bene che quella non era la via del suo trionfo. "E con la sua umiliazione Gesù ha voluto aprire a noi la via della fede e precederci in essa". "Dietro di Lui", - ha ricordato il Santo padre - la prima a percorrerla è stata sua Madre, Maria, la prima discepola.

"Abbandoniamoci anche noi alla volontà di Dio come ha fatto Gesù. Di fronte agli avvenimenti duri e dolorosi della vita, rispondere con la fede costa 'una particolare fatica del cuore'". Papa Francesco la chiama "la notte della fede", dalla quale "spunta l'alba della risurrezione". Preceduti da Maria, innumerevoli santi e sante hanno seguito Gesù sulla via dell'umiltà e sulla via dell'obbedienza.

Alla celebrazione, in occasione della ricorrenza diocesana della XXXIV Giornata mondiale della gioventù, hanno preso parte giovani di Roma e di altre diocesi.

Ai ragazzi quindi l'invito di ricordare i giovani santi, "specialmente quelli 'della porta accanto'", di non vergognarsi di manifestare entusiasmo verso Gesù, e di non avere paura "di seguirlo sulla via della croce". "Siete sulla strada del Regno di Dio". La mitezza del silenzio ci farà apparire ancora più deboli, più umiliati, e allora il demonio, prendendo coraggio, uscirà allo scoperto. "Bisognerà resistergli in silenzio, 'mantenendo la posizione', ma con lo stesso atteggiamento di Gesù". "Lui sa che la guerra è tra Dio e il Principe di questo mondo, e che non si tratta di mettere mano alla spada, ma di rimanere calmi, saldi nella fede". È l'ora di Dio. "E per fare spazio a Dio - spiega - c'è un solo modo: la spogliazione, lo svuotamento di sé. Il nostro posto sicuro sarà sotto il manto della Santa Madre di Dio". "Questo ci aiuterà a vivere nella santa tensione tra la memoria delle promesse, la realtà dell'accanimento presente nella croce e la speranza della risurrezione".

Altre relazioni

Discuti questo articolo

Segui i nostri GIORNALE

ULTIME NOTIZIE

ALTRE NOTIZIE