Tria: "Nel Def confermato aumento dell'Iva, in attesa di alternative"

Cornelia Mascio
Aprile 17, 2019

Così il ministro dell'Economia Giovanni Tria in audizione sul Def in commissione Bilancio al Senato.

Roma - "La legislazione vigente in materia fiscale è confermata in attesa di definire, nei prossimi mesi, misure alternative": fuori dal gergo, significa che al momento è confermato l'aumento dell'Iva dal primo gennaio 2020. Una missione difficile, quella di trovare altre risorse, anche perché - come ha confermato l'Ufficio parlamentare di bilancio - la prossima Manovra partirà già da 25 miliardi di impegni, se si vorranno sterilizzare la clausole.

DEBITO - "Nel Def delineiamo un percorso che comporta la piena sostenibilità del debito", ha detto il ministro, non siamo davanti a variabili che indicano un andamento con "una crescita esplosiva" ma che "indicano una sua riduzione".

"La legge di bilancio del prossimo anno continuerà, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica definiti nel Def, il processo di riforma della flat tax e di generare semplificazione nel sistema per alleviare il carico fiscale nei confronti del ceto medio", ha poi ribadito il ministro.

I dati dei primi due mesi dell'anno sono "incoraggianti, la produzione ha invertito il trend negativo" e questi elementi "lasciano ritenere che la previsione per il 2019 sia equilibrata". Secondo Tria, insomma, il governo "non ha affatto peccato di eccessivo ottimismo come alcuni sostengono". "Lo scenario tendenziale (del Def, ndr) incorpora gli incrementi dell'imposta e delle accise dal 2020-2021".

RIFORME - Inoltre, ha detto il ministro, per la fiducia degli investitori "saranno importanti i piani del governo e l'incisività delle riforme, ma anche gli orientamenti del Parlamento sulla politica di bilancio".

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