Addio a Gianluigi Gabetti, l'uomo della svolta Fiat

Cornelia Mascio
Mag 14, 2019

La Juventus, e la famiglia Agnelli in particolare, è in lutto: è venuto a mancare, infatti, Gianluigi Gabetti, storico consigliere della famiglia proprietaria del club bianconero. Aveva 94 anni. Lo annuncia lo famiglia. I funerali si svolgeranno in forma privata, mentre la messa di trigesimo sarà pubblica e si svolgerà presso nella chiesa della Consolata di Torino.

Lasciate le cariche per limiti di età e ritiratosi a Ginevra nel 1999, rientra dopo poco a Torino a causa della malattia dell'avvocato Agnelli aiutare la famiglia nella logistica delle cure in Italia e all'estero. Passa poi alla Olivetti e diventa presidente della Olivetti Corporation of America. Ancora Gabetti, dieci anni dopo, nel settembre 1986, riacquistò tramite l'Ifil 90 milioni di azioni Fiat ordinarie dalla Lafico, con un esborso di circa 1 miliardo di dollari, portando a poco meno del 40% la partecipazione di Gruppo al capitale ordinario Fiat. È vicepresidente della Fiat dal novembre 1993 al giugno 1999. Negli anni trascorsi all'Ifi e all'Ifint, Gabetti mette insieme operazioni di grande rilevanza, fra cui - insieme a Enrico Cuccia - l'accordo con i libici di Libyan Arab Foreign Investment (Lafico) per la sottoscrizione di un aumento di capitale della Fiat, acquisendo il 4,7% della società e versando 415 milioni di dollari.

Il rientro a Torino solo per stare vicino all'avvocato Agnelli negli ultimi mesi della sua esistenza. Gabetti si occupa del riassetto del gruppo nel 2003 e dell'aumento di capitale a cascata di Ga, Ifi, Ifil e Fiat. Di professione manager, Gabetti ha ricoperto il ruolo di presidente della Giovanni Agnelli e C. s.a.p.az. e ha fatto parte del Consiglio di amministrazione di EXOR S.p.a. e del Consiglio della Fondazione Agnelli.

Gianluigi Gabetti era l'uomo dei rapporti internazionali degli Agnelli e della Fiat. Poche ore dopo, John Elkann incontrò a Ginevra Sergio Marchionne (all'epoca amministratore delegato di Sgs), che il 1 giugno divenne amministratore delegato della Fiat.

Nel 2005 dà mandato all'avvocato Franzo Grande Stevens di studiare una soluzione che permetta alla famiglia Agnelli di mantenere il controllo sulla Fiat. Nell'aprile del 2007 John Elkann, l'erede designato dall'Avvocato, gli succedette alla presidenza dell'Ifi.

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