Mourinho e la crisi dello United: "Il tempo è stato galantuomo"

Paola Ditto
Mag 15, 2019

"Non sono stato vittima di Pogba, i problemi ci sono ancora". L'argomento poi è la sindrome del terzo anno: "I giocatori possono provare un po' di stanchezza, specialmente quando gli chiedi molto, quando hai un profilo di gruppo molto professionale, molto ambizioso, laborioso, di talento, un club strutturato, non hai quella stanchezza, quando sei quasi da solo, non hai il supporto di un club nel suo insieme, alcuni giocatori vanno un po' verso l'opposto rispetto all'allenatore, non voglio essere un bravo ragazzo, perché il bravo ragazzo dopo tre mesi è un burattino e non finisce bene, ma non dovresti neanche essere un allenatore sempre negativo". Il PSG sta attraversando questa fase, è leader del calcio francese ma è dietro ai top club europei. L'eliminazione per mano dello United? Posso parlare se in un club c'è una porta aperta.

Il portoghese è tornato anche sulla sua ultima esperienza, sulla panchina dei Red Devils. Penso che i proprietari siano contenti perché hanno giocatori da vendere e vendere bene. "Adesso la gente lo sta capendo". Due, che i problemi ci sono ancora. "Voi potete ipotizzare che siano i calciatori, l'organizzazione, le ambizioni, io posso solamente dire che non posso rispondere 'sì' se voi mi chiedete se Paul sia stato l'unico responsabile".

Queste le dichiarazioni dell'ex tecnico dell'Inter a l'Equipe a proposito del suo futuro, essendo ora libero ed in cerca di un club per la prossima stagione: "Io al Paris Saint-Germain?". Hanno fatto una performance incrediible, con una mentalità giovane, ma per vincere la Champions serve strategia e la strategia ha un nome: è quello dell'allenatore.

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