Migranti, Salvini contro Corte Ue: "a casa chi commette reati"

Remigio Civitarese
Mag 18, 2019

Con la sua sentenza "la Corte anzitutto rileva che, benché la direttiva stabilisca un sistema di protezione dei rifugiati specifico dell'UE, essa è fondata nondimeno sulla Convenzione di Ginevra e mira a garantirne il pieno rispetto".

La Corte precisa infatti che "una persona, avente lo status di rifugiato, deve assolutamente disporre dei diritti sanciti dalla convenzione di Ginevra ai quali la direttiva fa espresso riferimento nel contesto della revoca e del diniego del riconoscimento dello status di rifugiato per i suddetti motivi, nonche' dei diritti previsti da tale convenzione il cui godimento esige non una residenza regolare, bensì la semplice presenza fisica del rifugiato nel territorio dello stato ospitante". In caso di revoca dello status per reati commessi, il rifugiato perde sì alcuni benefici, ma la direttiva non permette il rimpatrio.

Per la Corte, la Carta dei diritti fondamentali dell'Ue vieta il respingimento di un cittadino di uno Stato extra-Ue o apolide verso un Paese dove la sua vita o la sua libertà possano essere minacciate. La decisione presa dai giudici del Lussemburgo è in linea con la Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea che vieta, in termini categorici, la tortura nonché le pene e i trattamenti inumani o degradanti a prescindere dal comportamento dell'interessato, e l'allontanamento verso uno Stato dove esiste un rischio concreto che la persona sia sottoposta a trattamenti del genere. Intendiamoci, se un rifugiato si comporta bene e se teme di essere perseguiato, è giusto continuare a ospitarlo. "Comunque io non cambio idea e non cambio la legge: i richiedenti asilo che violentano, rubano, spacciano, tornano tutti a casa loro".

Un rifugiato in fuga da un Paese in cui rischia la tortura o altri trattamenti vietati dalla Convenzione di Ginevra non può essere rimpatriato o respinto nel Paese d'origine, anche se lo status di rifugiato gli viene negato o revocato dallo Stato che lo ospita per motivi di sicurezza.

"Ecco perché è importante cambiare questa Europa con il voto alla Lega del 26 maggio", ha commentato il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

La questione sui rimpatri è anche al centro di uno scontro tra i due vicepremier Di Maio e Salvini con il primo che rimprovera al titolare del Viminale di non aver fatto nulla sui rimpatri degli immigrati clandestini e che nel decreto sicurezza bis non vi sia menzione.

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