Xylella: per l'Efsa non esiste ancora una cura

Remigio Civitarese
Mag 18, 2019

Apprendiamo dall'Efsa che: "non esiste ancora un modo conosciuto per eliminare il batterio da una pianta malata in reali condizioni di campo".

Le simulazioni condotte dall'Autorità europea suggeriscono che l'eradicazione potrebbe essere ottenuta anche con un raggio inferiore ai 100 metri, ma solo in caso di diagnosi precoce della malattia, controllo degli insetti vettori molto efficiente per adulti e larve, rimozione immediata delle piante. Ha poi messo in luce come l'attuazione di zone cuscinetto di dimensioni diverse per controllare un'area infetta abbia un'efficacia relativa. In esperimenti recenti, spiegano da Efsa, è stata valutata l'efficacia di misure di controllo chimico e biologico e i risultati mostrano che esse possono ridurre temporaneamente la gravità della malattia in alcune situazioni, ma non vi sono prove che possano eliminare Xylella in condizioni di campo per lungo periodo.

La Xylella fu scoperta per la prima volta in Europa nel 2013, quando iniziò un'epidemia in Puglia.

Una revisione della letteratura scientifica e l'analisi dei dati hanno rivelato differenze significative nel periodo asintomatico per diverse combinazioni di ospite e sottospecie. "E' avanzato inesorabilmente verso Nord a una velocità di più 2 chilometri al mese il contagio della Xylella che già provocato, con 21 milioni di piante infette, una strage di ulivi lasciando un panorama spettrale con perdite di tempo, annunci, promesse e inutili rimpalli di responsabilità". Nel 2015 il batterio è stato identificato in Francia, sia in Corsica che nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

Il conto dei danni causati dalla Xylella in Italia è salito secondo la Coldiretti a 1,2 miliardi di euro, per colpa di errori, incertezze e scaricabarile che hanno favorito l'avanzare del contagio mentre si assiste a giorni alterni a malcelati tentativi di mettere sullo stesso piano i fatti raccontati dai ricercatori, con complotti utili a bloccare le attività di contenimento e le farneticazioni su miracolose guarigioni mai dimostrate da parte di personaggi in continua ricerca di autore che vivono di bugie e falsità. "Con l'importante approvazione del Decreto emergenze, profondamente modificato rispetto all'impostazione iniziale, serve ora - chiede Coldiretti - un deciso cambio di passo per sostenere gli agricoltori colpiti dell'area infetta che vogliono soltanto avere la libertà di espiantare, reimpiantare e non morire di Xylella e burocrazia".

Le simulazioni al computer hanno, infine, evidenziato che, sebbene la maggior parte del territorio dell' Unione Europea presenti tipologie climatiche simili a quelle in cui notoriamente il patogeno si presenta in altre parti del mondo, le aree maggiormente a rischio sono quelle nell'Europa meridionale.

Purtroppo le conoscenze scientifiche sono ferme ai rapporti del 2015, anche perché tra ricorsi amministrativi e altre indagini giudiziarie in Puglia, le misure sono state adottate in ritardo.

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