Enel contro Google: l'app assente su Android Auto fa intervenire l'Antitrust

Cornelia Mascio
Mag 20, 2019

Il 16 maggio i funzionari dell'Autorità hanno svolto ispezioni in alcune sedi delle società interessate con l'ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza. Stando a quanto si legge nel testo del provvedimento, condiviso quest'oggi da AGCM, Google avrebbe rifiutato di integrare in Android Auto l'app Enel X Recharge, sviluppata da Enel per fornire agli utenti finali informazioni e servizi per la ricarica delle batterie delle auto elettriche. Avrebbe rifiutato all'applicazione dell'Enel che indica le stazioni di ricarica delle auto elettriche l'ingresso in Android Auto, il servizio del sistema operativo che facilita l'uso delle applicazioni durante la guida.

Android Auto consente ai possessori di smartphone Android di utilizzare le app del dispositivo mentre sono alla guida di un veicolo. L'accusa è di abuso di potere da parte di Android, il sistema operativo più utilizzato dagli utenti di tutto il mondo. Al rifiuto ha fatto seguire due proposte: integrare l'app in Google Maps con le informazioni sulle colonnine contenute in Enel X Recharge e affidarsi ai comandi vocali di Google Assistant; oppure sviluppare l'app per i vari infotainment dei costruttori di automobili utilizzando i kit di programmazione forniti dalla stessa Google. Al momento, le persone che non possono avviare l'app sono 7 mila, ovvero tutti quelli che in Italia hanno un'auto elettrica: prima che qualche concorrente potesse prendere il sopravvento, Enel ha deciso di portare alla luce il misfatto. Ne deriva che escludere l'app Enel X Recharge da Android Auto riduce la fruibilità di tale app e limita le possibilità degli utenti di utilizzarne i servizi, tra i quali la prenotazione delle colonnine di ricarica. A Enel è stata offerta la possibilità di inserire la posizione delle colonnine di ricarica Enel X in Google Maps, ma secondo Enel e l'Antitrust la app rimarrebbe comunque fuori da Android Auto e non potrebbe offrire la possibilità per gli utenti di pagare il servizio, limitandone la diffusione. Il procedimento si concluderà entro maggio 2020.

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