Brexit, Johnson: 'Buon accordo o non pagheremo il conto del divorzio dall'Ue'

Remigio Civitarese
Giugno 12, 2019

Se con Bruxelles non ci sarà un accordo su Brexit che garantisca migliori condizioni, Londra non pagherà il conto del divorzio dall'Ue, 44 mld di Euro. Boris Johonson, il favorito nella corsa come inquilino di Downing Street, sbatte i pugni sul tavolo: in una intervista comparsa ieri sulle colonne del Sunday Times, l'eccentrico ex sindaco di Londra ed ex capo del Foreign Office (il ministero degli Esteri inglese), rilancia la sua candidatura, puntando su un ruolo di garanzia per il rispetto del risultato del referendum sulla Brexit del 2016 e della separazione del suo Paese entro la data del prossimo 31 ottobre dai 27 paesi dell'Unione.

Il riferimento, tutt'altro che nascosto, è ai 39 miliardi di sterline sottoscritti dal Governo May come liquidazione delle pendenze dovute per poter lasciare il club europeo. "I nostri amici e partner devono capire che non pagheremo fino a quando non ci sarà più chiarezza sul percorso da seguire".

Per il resto, BoJo evita atteggiamenti troppo radicali sulla scena interna. Poi ha assicurato di essere l'unico conservatore in grado di vincere la sfida con i laburisti di Jeremy Corbyn e il Brexit Party di Nigel Farage, vero avversario vista l'alta percentuale di voti ottenuta le recenti elezioni europee.

A incoraggiarlo arriva l'endorsement non solo di brexiteer di spicco quali il ministro Chris Grayling o i falchi Steve Baker e Priti Patel, ma anche di centristi come James Brokenshire, già fedelissimo della May. Inchiodato da articoli d'epoca in cui sul Times fustigava il consumo della droga, evocando leggi draconiane tra un festino e l'altro.

Altre relazioniGrafFiotech

Discuti questo articolo

Segui i nostri GIORNALE