Google celebra Renè Favaloro, il cardiochirurgo argentino di origini siciliane

Remigio Civitarese
Luglio 14, 2019

E' raffigurato con il camice, la cuffia e la mascherina, pronto per operare. Considerato il padre del bypass aorto-coronarico, fu anche un filantropo e passò la vita a cercare di garantire anche ai più poveri l'accesso alle cure più complesse. Fu proprio lui ad effettuare il primo intervento chirurgico di questo tipo il 9 maggio 1967, aprendo uno dei più importanti capitoli della moderna cardiochirurgia. Cardiochirurgo argentino di origini italiane (i nonni erano di Valdichiesa, un borgo del Messinese), nacque 12 luglio 1923 a La Plata. Nel 1984 fu membro della CONADEP (Comisión Nacional por la Desaparición de Personas), la commissione che si occupò della sparizione di decine di migliaia di persone durante gli anni delle dittature militari tra il 1976 e il 1983.

A chiunque stia usando Google come motore di ricerca non sarà sfuggito il doodle a tema cardiochirurgico che caratterizza la giornata odierna. Mi incamminai solo, passeggiando per queste valli, godendo della vista del loro verde lussureggiante, dei fiori profumati, fermandomi spesso per raccogliere questa terra con le mie mani, stringendola e strofinandola con amore. Da quel momento iniziò a usare la safena con un canale bypassante, e, nei suoi successivi tentativi, si limitò a bypassare l'arteria coronarica destra.

René Favaloro era molto attaccato alle sue radici italiane, originario dell'isola di Salina, e viveva la sua professione come una missione.

Nel 1962, Favaloro si reca negli Stati Uniti per esercitarsi alla Cleveland Clinic, dove lavora al fianco di Mason Sones, un pioniere della cineangiografia: la lettura e l'interpretazione di immagini coronarie e ventricolari. Un modo per celebrare l'ingegnere della tecnica del bypass coronarico. Nel 1991, l'allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga lo insignì del titolo di Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito.

Fino alla sua morte diresse l'Istituto di cardiologia e chirurgia cardiovascolare presso la Fondazione "Favaloro" di Buenos Aires. La sua vita terminò, tragicamente, il 29 luglio 2000 quando, probabilmente a causa di problemi economici, si tolse la vita sparandosi al cuore.

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