"Traditore, pagherà a caro prezzo": cosa ha detto Di Maio su Salvini

Cornelia Mascio
Agosto 13, 2019

A Catania, il vicepremier leghista ha spiegato che "se si vota a metà ottobre, a fine ottobre l'Italia potrebbe avere un governo in carica nel pieno delle sue funzioni, si avrà così il tempo di fare una manovra finanziaria coraggiosa" e se dalle elezioni viene fuori una maggioranza stabile e una prospettiva di 5 anni "lo spread lo dimezzi" ha detto ancora. La democrazia e' dare la voce al popolo, noi siamo per dare la voce al popolo.

Ha parlato il vicepremier del M5S, Luigi Di Maio, indicando la linea da seguire, con le mozioni di sfiducia che pendono su Conte e Salvini e che dovranno essere votate a breve, con oggi i capigruppo che decideranno quando riunire le Camere per il voto. Creando questa crisi dal nulla, Salvini si è palesato; è l'unica cosa positiva nel dramma che ha causato.

Salvo le premesse libertarie - "in democrazia tutto è legittimo" - le parole del ministro del Lavoro non sono state certo tenere nei confonti di un'eventualità simile, in grado solo di testimoniare "il potere della poltrona" e qualificare quindi i cosiddetti "cacciatori di poltrone".

Sia chiaro: Movimento 5 Stelle e Lega insieme sono senza dubbio l'alleanza che gode del maggior consenso nel Paese e in Parlamento (perché siamo una repubblica parlamentare, anche se il Capitano fatica a comprenderlo) ma la rottura con i grillini gli costerà parecchio in termini di consenso.

E soprattutto affossato il decreto sicurezza e l'isteria dei porti chiusi: le due balorde narrazioni salviniane, emergenze del tutto inesistenti, che hanno fatto diventare gran parte degli italiani incapace di intendere e di volere fino a vedere un pericolo di invasione nell'arrivo di quei quattro morti di fame sbarcati in Italia (molti meno di quelli arrivati in Spagna o in Grecia nell'ultimo anno, ma questo non lo dice mai nessuno). In politica, a differenza delle giostre, un altro giro equivale a tutt'altra corsa.

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