Argentina, Macri perde le primarie

Remigio Civitarese
Agosto 14, 2019

Un Mauricio Macri teso e preoccupato: è apparso così il presidente dell'Argentina, durante la conferenza stampa indetta dopo la dura sconfitta nelle elezioni primarie dell'11 agosto, quelle convocate in vista delle presidenziali del prossimo 27 ottobre. Il sistema delle primarie, che fu introdotto nel 2009 dall'allora presidente Cristina Kirchner, dopo una sconfitta imprevista nelle elezioni di metà mandato, si chiama ufficialmente "primarie simultanee obbligatorie" ("PASO", in spagnolo) e obbliga tutti i partiti che intendono partecipare alle elezioni presidenziali a presentare almeno un candidato. Si tratta dei due principali insieme a "Consenso federale" di Roberto Lavagna (8,61%) e il "Fronte di sinistra e dei lavoratori" di Nicolas del Cano (2,98%).

Macri è stato il primo ad affrontare i giornalisti dichiarando: "Riconosciamo di aver avuto una cattiva elezione", rivolgendo comunque un appello alla coalizione da lui guidata a "raddoppiare gli sforzi" per vincere la sfida elettorale di ottobre. Il presidente liberale argentino ha subito una pesante battuta d'arresto domenica contro il peronista di centrosinistra ed ex primo ministro, Alberto Fernandez. Ieri è andata in scena una giornata da incubo per il paese sudamericano: crollo del 37% della Borsa (-48% se espresso in dollari), peso in picchiata e banca centrale che ha alzato i tassi al livello record del 74%. Solo la borsa dello Sri Lanka, ha scritto l'agenzia Bloomberg, ha fatto peggio nel giugno 1989 arrivando a perdere il 60%. Il mercato è molto volatile, venerdì aveva chiuso in rialzo di oltre il 7%, ma ora scivola in profondo rosso.

Il candidato del partito dell'opposizione Frente de Todos, Alberto Fernández, si è imposto nelle elezioni primarie in Argentina con il 47,27 per cento dei voti, secondo i primi risultati ufficiali.

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