Papa Francesco: guerra e terrorismo le più grandi sconfitte dell'umanità

Remigio Civitarese
Agosto 14, 2019

Siamo uomini e donne pieni di difetti e debolezze, ma abbiamo un Padre Misericordioso a cui rivolgerci, un Figlio Crocifisso e risorto che cammina con noi, lo Spirito Santo che ci assiste e ci accompagna. "Di fronte a eventi di questo genere, il dolore per le perdite subite è lancinante e non facile da lenire, come pure è comprensibile il sentimento di non rassegnazione di fronte a un disastro che poteva essere evitato".

Papa Francesco, con una lettera inviata al Secolo XIX e ripresa da 'La Stampa', indirizzata ai genovesi, ricorda il crollo del Ponte costato la vita a 43 persone e li invita a non lasciarsi "rubare la speranza". Io sempre quando penso a Genova penso al porto. Infatti, chi si fida di Dio sa bene che la vita di fede non è qualcosa di statico, ma è dinamica: "è un percorso continuo, per dirigersi verso tappe sempre nuove, che il Signore stesso indica giorno dopo giorno perché Lui è il Signore delle sorprese, delle vere novità".

Il Papa ha poi un messaggio che sgorga dal suo "cuore di padre e di fratello": "Non lasciate che le vicende della vita spezzino i legami che tessono la vostra comunità, cancellino la memoria di ciò che ha reso così importante e significativa la sua storia". È stato disprezzato, umiliato, percosso, inchiodato sulla croce e barbaramente ucciso.

"Il pensiero dell'incontro finale con il Padre, ricco di misericordia, ci riempie di speranza e ci stimola all'impegno costante per la nostra santificazione e per costruire un mondo più giusto e fraterno", ha detto invece prima dell'Angelus quando nella catechesi ha ripetuto un suggerimento ormai consueto suggerimento: "Come ho detto altre volte, portate sempre un piccolo Vangelo in tasca, nella borsa, per leggere, è un incontro con la parola di Gesù".

PUOI LEGGERE ANCHE: Un anno fa la tragedia del Ponte Morandi. Non siamo soli, abbiamo una Madre che dal Cielo ci guarda con amore e ci sta vicino. "Sappiate che non siete mai soli", e poi conclude: "Prego per voi e voi, per favore, non dimenticatevi di pregare per me".

"La fede - continua il Pontefice - apre il cuore al prossimo e sprona la comunione concreta con i fratelli, soprattutto con coloro che si trovano nel bisogno".

La vigilanza - spiega Francesco - va vissuta abbandonandosi "con semplicità e fiducia alla volontà di Dio, che ci guida verso la meta successiva". Lo facciamo da 10 anni con il cuore, senza interessi economici o politici, solo perché il cuore ci chiama a farlo.

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