Salvini: "Non c è altra maggioranza. Si voti il prima possibile"

Cornelia Mascio
Agosto 14, 2019

"I dittatori non vogliono le elezioni, io voglio le elezioni - ha aggiunto Salvini -". La democrazia e' dare la voce al popolo, noi siamo per dare la voce al popolo. "Faccio le cose che servono, era più efficace questo che vi ho detto.", taglia corto il vicepremier. I senatori sono stati di fatto richiamati da un messaggio nella chat del gruppo: nel pomeriggio devono essere a Palazzo Madama perché non si esclude si debba andare in Aula. Non si può lasciare il Paese in mano a della gente del genere solo perché crede che senza di loro non sopravviveremmo.

ARIA DI BLUFF - Per molti la mossa del cavallo, tattica, per uscire dall'angolo e rimandare la palla dall'altra parte del campo, mettendo i bastoni tra le ruote ad una possibile alleanza M5s-Pd che finirebbe per far slittare le elezioni, caldeggiate invece dal Ministro dell'Interno. "E' il potere della poltrona, da Renzi me lo aspettavo, da Grillo un po' meno..."

E' indiscutibile che la realtà venga tragicamente falsata quando impera la dittatura e c'è da chiedersi se in Italia stia affermandosi la dittatura. A comunicarlo la presidente del Senato Elisabetta Casellati in Aula dopo che l'assemblea ha respinto le proposte di modifica del calendario avanzate dal centrodestra, compresa quella della Lega che chiedeva il voto alle 16 di domani. Qualcuno alla luce della "situazione folle" si è domandato: "Ma se con il Carroccio facessimo un nuovo contratto di governo, con un forte rimpasto e una manovra economica adeguata?". "Siamo seri, prima si vota meglio è". Matteo Renzi e Beppe Grillo sono contrari. "Però in democrazia la parola spetta al popolo".

E ancora: "Oggi andrò a Catania e sono contento. Abbiamo l'impressione che dopo i suoi fallimenti politici e le proposte di aria fritta, come superare i parametri imposti dall'Europa dopo che proprio lui nella passata finanziaria è stato mandato indietro per correggerla ben cinque volte". Fra una granita e un selfie il tormentone elettorale non cambia - "alle urne, alle urne" - e il leader leghista è pronto a ritirare i suoi sette ministri per procedere velocemente verso elezioni anticipate.

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