Fukushima, acqua radioattiva versata nel Pacifico: l'ipotesi

Remigio Civitarese
Settembre 13, 2019

Tepco ha cercato di rimuovere la maggior parte dei radionuclidi dall'acqua in eccesso ma non vi è ancora una tecnologia adeguata per liberare l'acqua dal trizio, un isotopo radioattivo dell'idrogeno. Il governo starebbe aspettando il rapporto degli esperti per prendere una decisione definitiva. Lo ha dichiarato il ministro della Protezione Ambientale giapponese, Yoshiaki Harada, nel corso di una conferenza stampa.

"L'unica opzione sarà quella di versare in mare e diluire il contenuto dei silos".

Impossibile immagazzinarne ancora, impossibile smaltirla: l'acqua radioattiva finirà nell'Oceano Pacifico.

Giappone. l’acqua radioattiva di Fukushima verrà sversata nel Pacifico
Allarme Fukushima, l'acqua radioattiva finirà nel Pacifico

Si tratta di milioni di tonnellate di acqua pompata nelle installazioni radioattive e conservata nelle cisterne che impiegherebbero circa 8 anni per "diluirsi". A luglio 2019 il National Diet of Japan Fukushima Nuclear Accident Independent Investigation Commission ha provato che le cause si potevano prevedere e che la TEPCO, operatore che gestisce l'impianto, non aveva soddisfatto i requisiti di sicurezza di base. I tecnici hanno indicato cinque opzioni, fra le quali l'iniezione sotterranea e la vaporizzazione, ma hanno aggiunto che la dispersione in mare è l'unica opzione realistica. L'affermazione del ministro dell'ambiente si è infatti diffusa a più latitudini, ricevendo commenti anche da Greenpeace, che ha definito la proposta dell'onorevole Harada "del tutto imprecisa sia scientificamente che politicamente". Ricordiamo tanto per farci un'idea, che il Pacifico da solo contiene metà dell'acqua nei mari dell'intero Pianeta. Attualmente nulla è stato deciso, perché le concentrazioni di trizio e altre sostanze radioattive sono al di là dei limiti.

Una delle opzioni prese in considerazione è invece quella di costruire nuovi serbatoi, ma eventuali nuovi depositi sul sito potrebbero saturarlo, lasciando troppo poco spazio per il materiale altamente radioattivo derivante dallo smantellamento della centrale.

Allarme da alto livello in Giappone: oltre un milione di tonnellate di acqua stoccata nella centrale di Fukushima dopo il sisma è a rischio radioattività. Se ingerito dall'uomo, lo stronzio 90 si accumula nei denti e nelle ossa e può causare cancro alle ossa o leucemia. Dalla fine degli anni Settanta, sarebbero almeno 30 le navi, con a bordo rifiuti radioattivi, affondate nel Mediterraneo in circostanze ambigue.

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