Ergastolo Ostativo, Corte di Strasburgo: 'Italia riformi la legge'

Remigio Civitarese
Ottobre 9, 2019

Lo ha stabilito la Corte di Strasburgo, rifiutando la richiesta di un nuovo giudizio avanzata dal Governo italiano dopo la condanna - che adesso diventa definitiva - emessa il 13 giugno scorso. Così Andrea Pugiotto, ordinario di diritto costituzionale all'Università di Ferrara, tra i massimi esperti in Italia di ergastolo ostativo e capofila nella battaglia per eliminarlo, commenta all'Agi la decisione della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Per i giudici di Strasburgo, l'ergastolo ostativo viola la norma della Convenzione europea che vieta la tortura, le punizioni disumane e degradanti e la possibilità di un percorso rieducativo. La ragione profonda dell'ergastolo "duro" sta proprio nel fatto che la specificità di un mafioso è quella di conservare per sempre, una volta affiliato a una famiglia criminale, il suo dovere di obbedienza.La questione dell'ergastolo ostativo divide profondamente il mondo della cultura giuridica tra coloro che sostengono la necessità di un carcere umano - come l'ex pm di Mani Pulite Gherardo Colombo e l'ex senatore Luigi Manconi - e chi invece ritiene che aprire le maglie della carcerazione per i mafiosi significhi distruggere anni di politica contro le cosche.

Viola, in carcere da trent'anni per associazione mafiosa, omicidio, rapimento e detenzione d'armi, si è finora rifiutato di collaborare con la giustizia e dunque gli sono stati negati i permessi premio e la libertà condizionale. Nella sentenza Viola infatti lo Stato italiano viene invitato a riformulare la normativa che attualmente prevede il cosiddetto 'ergastolo ostativo' in modo da non tener conto esclusivamente della mancanza dell'avvio della collaborazione con la giustizia. L'articolo dell'ordinamento specifica che "i benefici possono essere concessi anche se la collaborazione che viene offerta risulti oggettivamente irrilevante purché siano stati acquisiti elementi tali da escludere in maniera certa l'attualità dei collegamenti con la criminalità organizzata".

Per esempio, "la scelta se collaborare o meno puoò non essere libera, quando il reo teme ritorsioni su di sé o vendette contro i propri familiari". È evidente che a Strasburgo non hanno alcuna idea dell'enorme tributo di sangue che l'Italia ha versato nella guerra alla criminalità organizzata. "Il contrasto si ha attuando un trattamento fermo, rigoroso, che non abbia mai tentennamenti, il che non ha nulla a che vedere con il trattamento inumano, con un trattamento contrario ai principi di rieducazione e risocializzazione che pero' deve passare attraverso un'altra strada, chiara, di fuoriuscita da quei canali mafiosi". Il 41bis è il regime che controlla rigorosamente ogni forma di comunicazione nel 41bis non si può, né si deve comunicare, perché, non avendo dato un segnale di ravvedimento, il detenuto è considerato ancora parte dell'associazione mafiosa".Duro anche il commento di Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo ucciso dalla mafia nell'attentato di via D'Amelio: "Un regalo che neanche l'Italia aveva mai fatto alla mafia. Nessun beneficio penitenziario, nessuna libertà condizionata. Lo abbiamo espresso in tutte le sedi ufficiali: "l'ergastolo ostativo ha rappresentato un punto fondamentale nella lotta alla mafia". Non c'è solo la questione di risarcimenti milionari che potranno chiedere: c'è soprattutto l'offesa che è stata fatta a generazioni di siciliani, italiani, magistrati, uomini delle forze dell'ordine che per difendere lo Stato sono stati sterminati in attentati schifosi. Questi giuristi non comprendono la virulenza di questi soggetti. "Ma stiamo scherzando?" Per il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale il Movimento Cinque Stelle "non condivide in nessun modo la decisione presa dalla Corte". Paghi, punto. Qui piangiamo ancora i nostri eroi, le nostre vittime, e ora dovremmo pensare a tutelare i diritti dei loro carnefici? "Diversamente i molti ricorsi siamesi pendenti a Strasburgo e promossi da altri ergastolani ostativi saranno certamente accolti e l'Italia subira' ripetute condanne per non avere adempiuto all'obbligo di rispettare una delle norme chiave della Cedu".

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