Novità pensioni, resoconto incontro oggi venerdì tavolo tra Sindacati-Governo Conte

Remigio Civitarese
Ottobre 13, 2019

Attualmente le cosiddette finestre d'attesa tra la maturazione del diritto e la decorrenza della prestazione sono di tre mesi per i lavoratori del settore privato e di sei mesi per i dipendenti pubblici, quindi con tre mesi in più le finestre sarebbero rispettivamente di sei e nove mesi.

Poiché il governo ancora deve trovare i 3,5 miliardi di euro di coperture per la manovra, i viceministri e sottosegretari hanno spiegato che tutte le proposte dei sindacati - dal rafforzamento dell'indicizzazione delle pensioni al rifinanziamento dei fondi per la non autosufficienza, dalla detassazione dei premi di produttività (che potrebbe essere accolta) ai fondi per il rinnovo dei contratti pubblici - potranno essere valutate solo alla luce degli equilibri di bilancio. Nella Nadef scrivono che portano Quota 100 a scadenza ed invece ecco la trappola: "allungare di tre mesi la finestra significa infatti imbrogliare i lavoratori", ha tuonato il deputato della Lega ed ex vice ministro del lavoro, Claudio Durigon, commentando quest'ipotesi.

Oggi, 7 ottobre 2019, si terrà l'incontro tra i sindacati ed il Governo giallo-rosso per discutere di Quota 100 e delle altre misure che saranno inserite in manovra per riformare il sistema previdenziale. E' da questo presupposto che parte l'analisi del quotidiano Il Foglio per la riforma delle pensioni, con un'avvertenza particolare: le misure pensionistiche dei prossimi anni dovranno essere discusse il prima possibile per evitare che dal 1° gennaio 2022, giorno in cui sarà terminata la sperimentazione delle pensioni a quota 100, migliaia di contribuenti possano trovarsi con un ritardo di uscita di cinque anni.

Buongiorno Dott.ssa Del Pidio mi rivolgo a lei quale persona autorevole nel porvi una domanda che onestamente mi sta creando molti dubbi e incertezze in quanto le notizie a me giunte sono tante tra la vecchia e nuova legge sulle pensioni anticipate. Proposte sulle quali, avverte Roberto Ghiselli (Cgil), "chiediamo risposte concrete a breve".

Cgil, Cisl e Uil hanno anche proposto di estendere la platea dei beneficiari della quattordicesima che oggi ricevono più di 3,1 milioni di pensionati con un assegno non superiore a mille euro. Cgil, Cisl e Uil vorrebbero alzare il tetto a 1.500 euro. Nel pomeriggio, il confronto si è spostato dal ministero del Lavoro a quello dell'Economia, per parlare del taglio del cuneo fiscale sul lavoro. Il governo mette a disposizione 2,7 miliardi per il 2020, quando il taglio delle tasse sui lavoratori dipendenti partirebbe a luglio, e 5,4 miliardi per il 2021. L'ipotesi prevalente è di alleggerire il cuneo sui redditi fino a 35mila euro (cioè oltre i 26mila euro del bonus Renzi).

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