Paragone come Crisanti: "Il vaccino? Tiè!"

Modesto Morganelli
Novembre 20, 2020

Dichiarazioni che fanno riflettere, dal momento che mettono in evidenza la principale caratteristica del trial clinico che, a tutti gli effetti, al momento rappresenta la sperimentazione del candidato vaccino che si trova nello stato più avanzato. Sono le parole pronunciate, il 19 novembre (qui il video) da Andrea Crisanti, uno dei più ardenti fautori del lockdown e della fallimentare strategia governativa. Io - attacca Paragone intervistato da Radioradio facendo il gesto dell'ombrello - non lo faccio. Ma, riflette, "sul vaccino arrivare un mese più tardi con più informazioni non cambia molto". Mi sembra che si sia sollevata una tempesta in un bicchiere d'acqua. "Il vaccino anti-Covid sarà sicuro", mentre l'infettivologo Matteo Bassetti su Facebook, chiede che "Governo e comunità scientifica prendano le distanze da queste affermazioni gravissime". Dopodiché, se c'è tutto quello che deve esserci, io il vaccino me lo faccio. "Facendo fase 1, 2 e 3 in parallelo, di fatto ci si porta appresso tutti i problemi delle varie fasi". A partire dal presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli che, alla conferenza stampa del venerdì al ministero della Salute sull'analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia non dà spazio a dubbi: "Se ci fosse il primo vaccino oggi in Italia Franco Locatelli lo farebbe senza la minima esitazione". "Ho detto che non accetterei scorciatoie, una cosa ipotetica e non riferita a fatti o persone reali - chiarisce Crisanti - Io non accetto scorciatoie in generale". Perché vorrei essere sicuro che questo vaccino sia stato opportunamente testato e che soddisfi tutti i criteri di sicurezza ed efficacia. Le prime parole di ripresa arrivano da parte di Guido Rasi, ex-direttore esecutivo dell'Agenzia europea del farmaco Ema, il quale si dice esterrefatto. Da un lato c'è chi preferisce attendere, dall'altro chi è pronto a vaccinarsi subito. Mi sono sempre vaccinato in vita mia. I vaccini anti-Covid "che verranno resi commercialmente disponibili - puntualizza Locatelli - seguiranno, per quanto in una situazione emergenziale, tutta una serie di step ineludibili garantiti dalle agenzie regolatorie". Non sono un no-vax ma penso che comportamenti così poco ortodossi nella distribuzione di un prodotto importante possano favorire proprio l'approccio di chi è contrario ai vaccini. Non ho nessun problema.

L'università di Napoli ha addirittura pubblicato che i loro test sono sensibili al 50%, il che vuol dire che ogni 10 positivi se ne perdono 5.

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