Rudolph Giuliani suda e la tinta gli cola sul viso

Remigio Civitarese
Novembre 21, 2020

Secondo il New York Times Biden ha definito "totalmente irresponsabile" l'attacco di Trump al processo elettorale e ha avvertito che la transizione ritardata ha inviato "un messaggio orribile su chi siamo come paese". Il video, in men che non si dica, è diventato virale.

D'altronde, quattro anni fa si parlava ancora di frode e, come in tutti i casi precedenti, non era altro che uno scherzo post-elettorale: ma mai un presidente aveva fatto di queste supposizioni la battaglia principale per non ammettere la sconfitta. Come quelle di Sydney Powell, legale della campagna di Trump che con la voce rotta dalle lacrime ha parlato di un piano ordito da diversi stati comunisti: dal Venezuela alla Cina passando per Cuba, ha nominato Hugo Chavez, Maduro e Castro come "colpevoli" della manomissione delle elezioni, peccato che due su tre siano morti da tempo ormai. "Inoltre, non abbiamo idea di quanti candidati locali abbiano pagato per acquistare la vincita", ha aggiunto Powell. La povera America, che dovrebbe andare avanti in questo teatrino fino a gennaio, intanto parlano da soli gli unici fatti accertati: tutte le autorità competenti e il giudice hanno negato l'assenza di osservatori repubblicani ai seggi elettorali di Atlanta e la presunta dichiarazione dell'elettore di Detroit sulla frode che si è rivelata sbagliata.

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