Cordoglio per la scomparsa Valentina Pedicini

Brunilde Fioravanti
Novembre 22, 2020

Valentina si era diplomata in Regia presso la Zelig International School of Documentary; con ”Dal Profondo”(2013) aveva vinto il Premio Solinas, il Festival di Roma, i Nastri DArgento, entrando in cinquina ai David di Donatello. "È difficile da accettare". Tra le sue opere più importanti il documentario Dal profondo (2013), che racconta la storia dell'ultima minatrice italiana.

Documentarista ed autrice di lungometraggi e cortometraggi, Pedicini era uno dei nomi emergenti del cinema pugliese e nazionale: al Festival del Cinema di Venezia nel 2017, aveva presentato "Dove Cadono Le Ombre" (produzione Fandango e Rai Cinema). La regista, malata da tempo, è morta oggi a Roma. Alla fine del film una donna cammina sull'orizzonte e appare una scritta: E non so passare ora a nuoto la notte | ho fatto qualcosa contro la paura | mi sono seduta a scrivere | per chi vorrà sedersi. Il suo corto ”Era Ieri” (2016) è stato selezionato alla Settimana Internazionale della Critica al Festival di Venezia. Ecco, Valentina non ha passato la notte, ma ha scritto i suoi film.

In una recente intervista al quotidiano La Repubblica, Valentina Pedicini dichiarò: "Sono sempre stata convinta che nel cinema, come nella vita, tutta la bellezza e la durezza si nascondano nei dettagli: il modo di fare, più che le azioni in sé, lo sguardo più che gli occhi, il sospiro tenuto a lungo, più che il pianto a dirotto". "E la notte adesso fa meno paura".

Ci ha lasciati il 20 novembre a 42 anni, dopo una grave malattia, la regista Valentina Pedicini. Anche se nata a Brindisi il suo legame con il Sannio, in particolare con Foglianise da cui provengono il papà Enrico e la mamma Addolorata, era molto forte e si esprimeva attraverso continui soggiorni e incontri anche nelle scuole del territorio beneventano visto il suo impegno nel raccontare con un'abile capacità comunicativa attraverso le immagini, il suono, le voci il mondo che abitiamo e il paesaggio che ci circonda. Nei sotterranei seguiamo le operazioni quotidiane dei minatori, sentiamo (o ci sembra di sentire) i loro respiri affannati dietro la copertura della mascherine e percepiamo l'ansia malcelata di chi ogni giorno s'imbatte nel buio.

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