Coronavirus, 1.838 nuovi casi e 43 morti in Sicilia

Modesto Morganelli
Novembre 22, 2020

Già prima di annunciarlo alla stampa e di scrivere la lettera l'assessore aveva concordato questa verifica con Roma tanto che il ministero della Salute ha subito disposto l'invio di personale tecnico e agenti dei carabinieri del Nas in Sicilia, in merito alla situazione della disponibilità di posti letto ospedalieri e di terapia intensiva. E' ripresa a pieno regime l'attività del reparto di Neurochirurgia dell'ospedale Villa Sofia di Palermo, dove sono stati riattivati i ricoveri ordinari, urgenti e le attività ambulatoriali (anche in regime Alpi) dopo erano stati sospesi in via cautelare per alcuni casi positivi tra paziente e operatori. Interviene il presidente dell'Antimafia regionale, Claudio Fava: "I siciliani hanno il diritto di sapere quanti sono i posti letto realmente disponibili nelle strutture sanitarie dell'isola". Inizia così la nota vocale inviata da Mario La Rocca, dirigente del dipartimento di Pianificazione strategica dell'assessorato alla Salute della Sicilia.

I destinatari dell'audio sono i manager delle Asp siciliane ai quali La Rocca chiede di procedere rapidamente nell'aggiornamento dei dati relativi ai posti letto Covid disponibili nella regione. E ha aggiunto: "Ho chiesto al ministero, d'intesa con il presidente della Regione, di verificare un po' i dati perché noi abbiamo il dovere di trasmettere verità ai cittadini". Fa bene Razza a ribadire che con la cultura del sospetto e con le irresponsabili speculazioni su tematiche che coinvolgono la vita e la morte della gente, si fa solo il male dei siciliani. Una diversa azione costituirebbe reato. "Secondo i dati caricati su Gecos, l'altra piattaforma ufficiale di Protezione civile, l'annunciato potenziamento delle rianimazioni prosegue a ritmo di lumaca", osserva il quotidiano di Catania. "Ma basta sciacallaggi e notizie tra il detto e non detto, che hanno la sola funzione di allarmare inutilmente la pubblica opinione".

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