Virus, 216 medici morti: 27 solo negli ultimi dieci giorni

Modesto Morganelli
Novembre 25, 2020

E la crescita è esponenziale: negli ultimi 10 giorni 27 decessi: una media di quasi tre al giorno. "È ricominciata la strage degli innocenti, e, anche questa volta, è la medicina generale a pagare il prezzo più alto". Con un documento a firma congiunta del Ministero della Salute, INAIL e Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici pubblicato lo scorso 8 novembre sono state definite nel dettaglio le modalità per operare in sicurezza.

Anelli ha annunciato che chiederà un incontro al ministro della Salute, Roberto Speranza, perché "abbiamo il dovere di proteggere i nostri operatori sanitari, come fondamento per la sicurezza delle cure". Di questi ultimi, 18 erano medici di medicina generale o pediatri.

"Non riuscivamo a capire cosa avesse, Adriano Trevisan, pensionato di 78 anni - dice Monticelli - Poi la figlia ci racconta che hanno ricoverato anche un suo amico, uno che era solito giocare con lui a briscola".

"Qualcosa a livello organizzativo non stia funzionando - spiega -". "Dobbiamo avere dati omogenei".

E non solo, il presidente di Fnomceo chiede di sapere quali sono i modelli organizzativi adottati dagli ospedali, e quali stanno funzionando meglio. Perché sappiamo che l'esaurimento delle energie fisiche e mentali porta ad abbassare la guardia, aumentando il rischio di errore. "Dove l'errore può essere in primis verso se stessi, allentando le difese e distraendosi nell'utilizzo dei dispositivi di protezione, non indossandoli, ad esempio, nella maniera corretta, o non togliendoli secondo le procedure". "La sicurezza deve diventare una priorità, direi quasi un'ossessione".

"Ogni morte, ogni contagio che colpisce un medico è un vulnus per tutto il Servizio sanitario nazionale - conclude il Presidente Fnomceo -".

La FIMMG non ignora le preoccupazioni di quanti, tra i propri iscritti, temono i rischi derivanti dall'assunzione di questo nuovo compito assistenziale sia per la mancanza di specifiche coperture assicurative (i medici convenzionati non godono della copertura INAIL) sia per il mancato rispetto da parte della Regione di un obbligo che aveva liberamente assunto, quello di sottoporre tutti i medici di famiglia a tampone preventivo e a cadenze regolari, progetto mai avviato.

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