Napoli, fermati tutti i sei aggressori del rider: uno confessa in lacrime

Paola Ditto
Gennaio 5, 2021

Sono stati arrestati cinque uomini che hanno rapinato il rider, Gianni Lanciano, a Calata Capodichino a Napoli: tra loro ci sono anche dei minori. Secondo i tanti parenti, i giovani avrebbero commesso solo una ragazzata a causa dell'alcol: "Erano ubriachi, è stata una bravata, non roviniamogli la vita, sono tutti ragazzi che lavorano".

Anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha detto la sua su quanto avvenuto: "L'aggressione al rider avvenuta a Napoli è una pagina indegna e criminale in un momento così terribile".

Dopo l'aggressione la vittima, un 50enne disoccupato, ha preso l'auto per continuare a lavorare e terminare le consegne.

I sei sono entrati in azione con cappucci delle felpe in testa e mascherine nere e sciarpe sul viso, in sella a due scooter (tre giovani per ciascun motociclo). Davanti agli investigatori della squadra mobile e al magistrato della Procura dei Minorenni hanno però riferito versioni dei fatti differenti. Dalle prime ricostruzioni sarebbero giovanissimi, quindicenni componenti della banda. L'altro ha invece smentito questa versione.

Ai microfoni di INews24.it, Gianni dichiara di essere "dispiaciuto per quei ragazzi" che lo hanno aggredito, e ringrazia tutti coloro che, tramite un rapidissimo crowdfunding, hanno raccolto più di 11mila Euro per comprargli un motorino nuovo. "L'uomo ha tentato di reagire per non farsi portare via lo scooter, ma è stato colpito al volto con il calcio della pistola dai due rapinatori". Poi non chiariscono il motivo per il quale hanno rapinato l'uomo, ma si dicono dispiaciuti e pentiti per quello che hanno fatto.

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