Nuovo Dpcm, la zona bianca è una presa in giro

Cornelia Mascio
Gennaio 11, 2021

L'ipotesi, ancora da confermare, è emersa durante il confronto tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i capi delegazione della maggioranza, trovando ampio consenso.

La novità principale riguarderà le zone gialle: saranno vietati gli spostamenti tra regioni indipendentemente dal colore, se non per motivi di lavoro, salute, urgenza.

Da domani 11 gennaio, per effetto dell'ordinanza del ministro della Salute, l'Italia torna in zona gialla fino al 15 gennaio, tranne 5 Regioni che entrano in zona arancione (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Calabria e Sicilia).

Un'altra delle ipotesi vagliate è quella di restrizioni contro la movida, in particolare con il divieto per i bar di asporto dopo le ore 18, lasciando solo la possibilità di fare consegne a domicilio.

Ancora, gli impianti di risalita delle piste da sci resteranno chiusi, almeno per tutto gennaio.

L'ipotesi zona bianca, prospettata dal ministro Franceschini, prevederebbe una riapertura senza limiti di bar, ristoranti, piscine e palestre, cinema, teatri e musei.

Si pensa di valutare un nuovo parametro per decidere se una Regione deve essere zona rossa. Le regioni sono contrarie. Ma preoccupa anche la situazione della nostra economia, e soprattutto di alcune categorie particolarmente colpite che hanno bisogno di ristori certi e immediati per sopravvivere.

Nel frattempo il governo sta valutando anche la proroga dello stato di emergenza in scadenza a fine gennaio. E dunque secondo le nuove regole se in una settimana ci saranno più di 250 contagi ogni 100.000 abitanti si andrà automaticamente in zona rossa.

Nella cosiddetta zona bianca o verde rientrerebbero le regioni o le aree con gli indicatori migliori, tra cui bassa incidenza e basso indice Rt, e capacità delle terapie intensive.

Rimane quindi il blocco anche tra Regioni gialle. Dopo il vertice tra governo, Regioni, Anci e Upi si capirà quali saranno i provvedimenti da attuare per contenere i contagi ed evitare l'arrivo di una terza ondata. Per questi ultimi, una decisione del genere - che ci auguriamo di cuore non venga presa, e siamo fiduciosi che il Governo non prenderà - potrebbe davvero rappresentare un pericolosissimo colpo di grazia.

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