WhatsApp: se volete continuare ad usarlo dovrete accettare i nuovi termini

Rodiano Bonacci
Gennaio 12, 2021

Signal sta prendendo sempre più piede a scapito di WhatsApp, che negli ultimi giorni è finito nell'occhio del ciclone a causa dei nuovi termini di utilizzo in vigore da febbraio.

WhatsApp spinge sull'acceleratore, l'app di messaggistica numero 1 in Italia vuole finalmente passare all'incasso dopo aver offerto per anni il suo servizio senza grosse opportunità di monetizzazione.

Il messaggio sul cambiamento della privacy di WhatsApp, ricevuto in questi giorni dagli utilizzatori dell'app, ha scatenato il panico, facendo credere che dall'8 febbraio WhatsApp avrebbe condiviso più dati degli utenti con Facebook. O almeno, ciò non accadrà in Europa: "Non ci sono modifiche alle modalità di condivisione dei dati di WhatsApp nella Regione europea (incluso il Regno Unito) derivanti dall'aggiornamento dei termini di servizio e dall'Informativa sulla privacy". E non sono mancati i dubbi, in alcuni casi sfociati in complottismi paranoici su cosa possa succedere a chi usa WhatsApp.

Anche Skype ha approfittato del malcontento degli utenti nei confronti dei nuovi termini di servizio di WhatsApp per proporsi come alternativa all'app di messaggistica. Proviamo allora a capire cosa significhi questo avviso e, soprattutto, quali conseguenze implica. Qui il vero punto riguarda l'interazione che WhatsApp vuole avere (e può avere) con Facebook, altra applicazione della galassia digitale in mano a Mark Zuckerberg. Inoltre WhatsApp vuole potenziare la presenza delle aziende sull'app e questo significa che potrà anche accedere alle conversazioni degli utenti con gli account aziendali, in modo da usare quei dati per mostrare loro inserzioni pubblicitarie più pertinenti su Facebook. Negli ultimi mesi, però, proprio questa interazione è finita nel mirino dei regolatori di mezzo mondo.

L'Unione Europea ha imposto una multa di 110 milioni di euro a Facebook all'inizio del 2017 per aver rilasciato dichiarazioni fuorvianti sull'acquisizione da parte della società del servizio di messaggistica online WhatsApp, per un valore di 19 miliardi di dollari, nel 2014.

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