Premier Conte: "Il Paese non comprenderebbe una crisi"

Brunilde Fioravanti
Gennaio 14, 2021

In ogni caso, "per mediare bisogna essere in due e Renzi ha lo stesso obiettivo di Bertinotti: rompere". E in quella circostanza è arrivato l'annuncio.

Il leader di Italia Viva è durissimo.

"È molto più difficile lasciare una poltrone che aggrapparsi allo status quo". L'ostacolo più grande è che, allo stato attuale, in Parlamento non esiste un gruppo già costituito di deputati e senatori che potrebbe prendere il posto di Italia Viva. Sono state realizzate 500 interviste (su 6.486 contatti) mediante sistema Cati l'11 gennaio 2021. Evidentemente hanno i numeri per andare avanti e se vogliono gli posso anche cedere qualcuno...

Gli altri Ministri, da Gualtieri a Boccia e Provenzano pare siano arrivati a zittire il Ministro Bellanova, che a sua volta ha inveito contro Gualtieri definendolo il padrone del Recovery. Secondo il sondaggio Ipsos per il Corriere della Sera, il 73% degli italiani crede che Matteo Renzi lo sta facendo per propri interessi personali. L'ex sindaco di Firenze attacca "l'utilizzo in modo ridondante delle dirette tv, quello discutibile della delega ai servizi".

Quindi "non prenderli per motivi ideologici è irresponsabile".

E su una possibile conferma di Giuseppe Conte come presidente del Consiglio? "Non abbiamo nessuna pregiudiziale né su formule né su nomi". E se all'epoca di Salvini si parlò di irresponsabilità del leader leghista perché si fece una crisi in prossimità del varo di una legge di Bilancio, figuriamoci adesso che siamo in piena pandemia.

Si tratta di uno scenario che il ministro Elena Bonetti ha escluso totalmente in conferenza stampa. Traguardo che senza la prova di forza delle dimissioni per costringere Conte a salire al Colle non sarebbe raggiungibile. Quello che poi succederà dopo è tutto da scrivere. "Abbiamo fatto i tavoli politici, se vuoi fare un'apertura vera la fai sui contenuti", sostiene Renzi. Poi giovedì ci sarà un altro Cdm, stavolta sullo scostamento di bilancio necessario per il quinto decreto Ristori. Una scelta giustificata dalla volontà di gestire al meglio l'approvazione del Recovery Plan ed evitare che un governo azzoppato o per gli affari correnti si veda impossibilitato a mettere in campo piani di spesa. Se invece non è chiaro dove vogliamo arrivare non c'è alcuna costruzione possibile.

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