Coronavirus, un caso su cinque in Italia è dovuto alla variante inglese

Paola Ditto
Febbraio 13, 2021

Dei 749 nuovi casi, gli asintomatici sono 299 (39,9%). "Siccome parte di queste persone è stata ricoverata nei nostri ospedali non abbiamo avuto un aumento di aggressività e questo è un punto molto importante, e neanche un incremento così significativo della contagiosità", conclude Bassetti.

Nel dettaglio, nel settore delle residenze per anziani sono stati rilevati nove casi di positività tra le persone ospitate nelle strutture regionali, mentre gli operatori sanitari risultati contagiati all'interno delle stesse strutture sono in totale tre.

I pazienti guariti sono complessivamente 215.510 (+811 rispetto a ieri) così suddivisi su base provinciale: 18.829 Alessandria, 11.106 Asti, 7.449 Biella, 29.954 Cuneo, 16.910 Novara, 112.685 Torino, 7.966 Vercelli, 7.805 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.091 extraregione e 1.715 in fase di definizione. In seguito a verifica sui dati comunicati nei giorni passati, sono stati eliminati 13 casi, positivi a test antigenico ma non confermati da tampone molecolare. La vigilanza deve restare alta però per individuare, come viene già fatto, quelle che potrebbero peggiorare la situazione in termini di trasmissibilità, sintomatologia o sensibilità nei confronti di vaccini e anticorpi, tenendo presente che questi ultimi possono essere comunque modificati per adeguarli alle versioni più pericolose. Le altre Regioni/PPAA hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo uno.

L'RT PUNTUALE - Ecco i dati dell'Rt, regione per regione. Ad oggi, l'Umbria e la Provincia Autonoma di Bolzano rientrano nello scenario di "rischio elevato" secondo le linee guida stabilite con il DM 30 Aprile 2020. "È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile". Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine.

Il risultato dell'indagine ci dice che nel nostro Paese, così come nel resto d'Europa (in Francia la prevalenza è del 20-25%, in Germania sopra il 20%), "c'è una circolazione sostenuta della variante, che probabilmente è destinata a diventare quella prevalente nei prossimi mesi". Lo rileva la bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute.

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