Petizione M5S per nuovo voto su Rousseau. Governo Draghi a rischio?

Rodiano Bonacci
Febbraio 18, 2021

"Tra l'altro - sottolinea ancora -, il voto sul nascente governo non è un voto come un altro".

Nella giornata di ieri, con 262 senatori favorevoli, 40 contrari e 2 astenuti, il nuovo governo Draghi ha incassato la fiducia al Senato, il primo grande passo per rendere legittimo il nuovo esecutivo.

Si tratta di Rosa Abate, Luisa Angrisani, Margherita Corrado, Mattia Crucioli, Fabio Di Micco, Silvana Giannuzzi, Bianca Granato, Virginia La Mura, Elio Lannutti, Barbara Lezzi, Matteo Mantero, Cataldo Mininno, Nicola Morra, Fabrizio Ortis, Vilma Moronese.

In totale i quesiti proposti agli iscritti sono stati sei, ed a colpire è certamente la scarsa partecipazione alle votazioni che tuttavia fa scrivere al Movimento, in un post pubblicato sul Blog delle Stelle che "preso atto dei risultati della presente votazione si procederà all'elezione del Comitato direttivo le cui regole di candidatura già pubblicate in data 8 febbraio 2021, sono state stabilite dal Comitato di Garanzia prima della modifica statutaria".

I dirigenti del M5s intanto cercano di correre ai ripari, e stando a quanto riportato dall'Huffington Post, "ha aperto un canale di dialogo con tutti i dissidenti sul cosiddetto 'lodo Brescia' dal nome di Giuseppe Brescia che sabato ha fatto notare come si possa incidere sulle scelte del governo più come voce critica all'interno del Movimento che non fuori dalla maggioranza di governo".

"I 15 senatori che hanno votato no - aggiunge l'esponente del movimento - sono venuti meno all'impegno del portavoce del MoVimento che deve rispettare le indicazioni di voto provenienti dagli iscritti". Ne consegue che la fronda non apparterrà più al gruppo parlamentare del M5S: "Ho invitato il capogruppo ad allontanarli" giura. "Ma lo ha fatto - prosegue Crimi - con coerenza, nel rispetto dell'orientamento emerso in seguito all'ultima consultazione, dove la maggioranza dei nostri iscritti si è espressa a favore". Dal 2018 a oggi tra espulsioni e addii il Movimento ha "perso" 15 senatori, più due deceduti (Franco Ortolani nel 2019 e Vittoria Bogo Deledda nel 2020). Questi numeri permetterebbero anche la formazione di un gruppo autonomo a Palazzo Madama.

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