Covid: in Veneto 103 morti in un giorno, ma è problema dati

Cornelia Mascio
Aprile 7, 2021

In conferenza stampa oggi anche il dott. Paolo Rosi, responsabile veneto delle terapie intensive. Da ieri sono stati processati 43.966 tamponi, l'indice di positività è al 2,53%. "Qui il governo deve chiarire, perché se il suo rappresentante a Mosca ha dato una mano a una regione, allora prendo atto del 'liberi tutti' e ognuno si organizza per conto suo". I pazienti in ospedale sono 2.298, in aumento di 11 unità rispetto a ieri: di questi, 1.975 (+3) sono ricoverati in area non critica e 323 in terapia intensiva (+8).

"L'infezione c'è, lo vediamo dai numeri e dalle terapie intensive e dai morti".

Mentre si stanno valutando nuove aperture, il Veneto è ritornato in zona arancione. Quindi faremo tutto aprile in trincea: da un lato negli ospedali abbiamo i ricoverati e dall'altro abbiamo tutta la campagna vaccinale. "Abbiamo realtà come Padova, Verona e Treviso con forte pressione ospedaliera". Serve una gradualità nelle riaperture. Io non sono d'accordo sull'andate avanti tutti tranquillamente, oramai si capisce che il rischio concreto è che si tolgano tutti gli under 65 se non arrivare addirittura a una sospensione. "E questo ci crea non pochi problemi". Se in Italia prendiamo la "via tedesca", di somministrare AstraZeneca solo sopra i 65 anni si rischia, però, un rallentamento non da poco.

140 mila le dosi in Veneto (tra Moderna ed Astrazeneca), 125mila dosi di Pfizer previste sono arrivate martedì mattina "Abbiamo ancora 400mila fragili da vaccinare, ma dovremmo riuscire a farlo in fretta".

Prendendosene il merito, Zaia ha detto al quotidiano La Stampa di essere "stato il primo a proporlo", aggiungendo che: "Tutti i vaccini in giro per il mondo hanno pari dignità: basta che funzionino", ha affermato. DATI SULLA MORTALITA' Stiamo scorporando i decessi caricati ma non per covid, facciamo il tampone ogni 4 giorni in casa di riposo, è stato inevitabile che anche chi moriva per altre patologie veniva poi riportato come paziente Covid. E molto dipende anche dall'arrivo di Johnson&Johnson. Credo sia un'opportunità importante che va nella direzione dei servizi e le farmacie sono presidi fondamentali. Farmacista e collaboratori, previo la partecipazione ad un corso, possono fare le iniezioni. DAL MEDICO DI FAMIGLIA il 25% dei gruppi di medicina integrata sono partiti, i singoli si sono organizzati per andare nei punti vaccinali. LA GRANDE CAUTELA Va considerato sia l'aspetto delle chiusure che dei rapporti individuali.

"Sono 659 i letti attivi sui 1.000 disponibili ma il dato dei ricoveri sta aumentando - ha riferito il dott".

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