Saman, cugino estradato arrivato in carcere a Reggio Emilia

Modesto Morganelli
Giugno 11, 2021

"In questo momento il nucleo investigativo ha preso in carico a Ventimiglia, Ikram Ijaz, il cugino di Saman. Il soggetto verrà tradotto in carcere a Reggio Emilia e messo a disposizione della magistratura". Il giovane è indagato per omicidio e occultamento di cadavere in relazione alla scomparsa della 18enne pachistana di cui non si hanno più notizie dal 30 aprile scorso.

Era stato arrestato a Nimes dalla polizia francese lo scorso 29 maggio grazie anche al servizio di Cooperazione internazionale della polizia criminale del Viminale. "Ha dichiarato di non aver nulla a che vedere con la sparizione della ragazza".

Ijaz era collegato con il tribunale in videoconferenza dal carcere di via Settembrini, dove è rinchiuso dalla sera di martedì dopo che la Francia lo ha consegnato alle autorità italiane. E intorno a mezzogiorno ha sorvolato la zona anche un elicottero dei carabinieri. Gli inquirenti si sono concentrati soprattutto in un punto, tra alcune serre dell'azienda di cocomeri nella quale Shabbar, padre di Saman, lavorava come custode. Perché proprio questo punto? "In base anche alle immagini acquisite della videosorveglianza abbiamo studiato il comportamento degli indagati". Ma la data ancora non è stata fissata, secondo le parole di Laura Galli, il Pm titolare dell'inchiesta riportate da Repubblica.

Un fratello della vittima, 16enne, si trova ora in una struttura protetta e sarebbe stato lui ad accusare dell'uccisione Danish Hasnain, lo zio, con il quale si terrà l'incidente probatorio. Il minorenne - stando a quanto emerso dall'ordinanza del giudice - ha rivelato agli inquirenti che la sorella è stata uccisa dallo zio. "I genitori sono in Pakistan e sono ricercati". Saranno in campo specialisti dei vigili del fuoco del comando provinciale di Reggio Emilia, che si caleranno in alcuni pozzi di irrigazione ulteriormente individuati nell'area.

"Ha manifestato l'intenzione di rendere dichiarazioni più approfondite al pubblico ministero nei prossimi giorni - ha detto Bucchi - dopo un approfondito esame delle carte con i suoi legali e un confronto un po' più approfondito rispetto a quello che c'è stato in questi due giorni". I due latitanti - lo zio Danish Hasnain (ritenuto l'esecutore materiale del delitto) e l'altro cugino Nomanulhaq Nomanhulaq - entrambi protagonisti del video dove disporrebbero la buca per occultare il cadavere il giorno prima del presunto omicidio premeditato - si pensa siano nascosti in Europa.

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