Maximulta a Facebook in Spagna, raccolta dati utenti violava norme nazionali

Rodiano Bonacci
Settembre 11, 2017

Il Garante della privacy spagnolo (Aepd) ha multato Facebook per 1,2 milioni di euro (corrispondenti a 1,44 milioni di dollari) per non aver impedito agli inserzionisti pubblicitari di accedere ai dati dei propri utenti. Il portavoce della società ha poi concluso: "Facebook osserva la legge sulla privacy in vigore in Irlanda, dove ha la sede europea". Ora Facebook ha due mesi di tempo per contestare la multa e ha già annunciato di ricorrere in appello.

Nel dettaglio cosa ha violato Facebook?

Dall'istruttoria condotta dal Garante spagnolo sono emerse "due violazioni gravi (sanzionate con 600mila euro) e un'altra molto grave (sanzionata con 600mila euro)" della legge nazionale che proteggi i dati personali dei cittadini.

I dati sull'ideologia, il sesso, le credenze religiose, i gusti personali o la navigazione vengono raccolti direttamente, attraverso l'interazione con i loro servizi o da pagine di terze parti senza informare chiaramente l'utente sull'uso e sulla finalità dei dati. Questa raccolta dei dati, non avendo ottenuto il consenso espresso degli utenti per la loro elaborazione, è classificata come un reato molto grave secondo la legge DP locale.

Facebook ha raccolto, senza il consenso degli utenti, informazioni personali che avrebbero potuto essere impiegate nell'ambito di iniziative pubblicitarie. "Il social utilizza dati inequivocabilmente protetti per fini pubblicitari, ma di questo non fa espressa richiesta di autorizzazione agli utenti, si tratta di una grave infrazione", si legge nel dispositivo dell'AGPD.

Inoltre il social conserverebbe i dati degli utenti anche dopo che questi abbiano deciso di eliminare il proprio account.

L'AEPD ha inoltre confermato che gli utenti non sono informati sul modo in cui i dati sono elaborati attraverso l'uso di cookie anche su pagine esterne a Facebook contenenti il pulsante 'Like'. L'organo spagnolo, infatti, è stato in grado di verificare che Facebook non elimina i dati sulle abitudini di navigazione web, ma in realtà le conserva e le utilizza in seguito, sempre associate allo stesso utente. L'11 maggio scorso l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) italiana ha condannato WhatsApp Inc. al pagamento di sanzioni per 3 milioni di euro per aver indotto gli utenti di WhatsApp Messenger ad accettare integralmente i nuovi termini di utilizzo, inducendo i nuovi iscritti a ritenere che "sarebbe stato, altrimenti, impossibile proseguire nell'uso dell'applicazione", qualora non avessero accettato la condivisione dei loro dati personali con Facebook.

Il Garante ha affermato che la politica sulla privacy di Facebook contiene dei termini generici e poco chiari e non raccoglie in modo adeguato il consenso dei suoi utenti, cosa che costituisce una grave violazione delle norme sulla protezione dei dati.

Altre relazioniGrafFiotech

Discuti questo articolo

Segui i nostri GIORNALE