Brexit, l’emendamento Letwin beffa Johnson: chiesto a Bruxelles nuovo rinvio

Remigio Civitarese
Ottobre 22, 2019

Ora la questione è di nuovo in mano all'Unione; sta infatti al Consiglio europeo decidere se accettare la proposta di rinvio, dando la possibilità al Parlamento britannico di ridiscutere l'accordo, oppure negarla, costringendo sostanzialmente i parlamentari inglesi a votare un sì o un no sull'approvazione dell'accordo proposto da Johnson.

La seduta del parlamento britannico del 19 ottobre 2019 è stata la quarta di sabato nella storia di Westminster dal 1939.

Boris Johnson ha presentato l'accordo da lui raggiunto con Bruxelles sulla Brexit, e il pacchetto di leggi attuative del Withdrawal Agreement Bill introdotto oggi in Parlamento per quello che il governo spera poter essere un iter sprint, come "il più grande recupero di controllo" di sovranità "nella storia" britannica.

Motivo: essere sicuri di scongiurare il rischio di una Hard Brexit, visto che ci sono ancora diversi cavilli legali da risolvere, stesse leggi da approvare, che vengono considerate propedeutiche al voto ( e che rappresentano l'intero pacchetto normativo sulla Brexit) sul Withdrawal Agreement.

Il premier, però, prendendo la parola subito dopo la nuova sconfitta parlamentare, il premier Boris Johnson ha ancora una volta ribadito che è sua intenzione portare il Regno Unito fuori dall'Unione europea il 31 ottobre: "Non negozierò un rinvio con la Ue".

Si tratta dunque di un'altra settimana decisiva per la Brexit.

In uno scenario pieno di punti interrogativi, una sola certezza: c'è chi è pronto a giurare che Theresa May, la prima illustre vittima politica del tormentato divorzio tra Londra e Bruxelles, se la stia ridendo di gusto nell'osservare, ormai da lontano, il collega Johnson mentre annaspa nel mare di un'intesa che rischia di farlo annegare.

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha detto ai deputati che se la sua mozione verrà bocciata, questa verrà "ritirata" e bisognerà "andare ad elezioni". Ora, quindi, si partirà con la votazione su tutta la legislazione connessa alla Brexit. E così l'Express, parafrasando 'How Dare You' di Greta Thunberg, ha scritto: "How dare They", ovvero "Come hanno osato". Intanto i laburisti - che in maggioranza sono contrari all'accordo di Johnson - cercano di tendergli una trappola: sono intenzionati a presentare emendamenti per chiedere non solo un'unione doganale con l'Ue, ma anche un nuovo referendum.

Le barricate legislative del parlamento prima della chiusura, definita "illegale" all'unanimità dalla Corte suprema e un "atto di indecenza costituzionale" da Bercow, dimostrano quanto Oltremanica sia dura per il premier forzare secoli di rule of law Johnson può ottenere tutti i sì dei leader Ue alla sua Brexit (un "accordo col trucco" rispetto alle bozze di May).

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