Giornata missionaria mondiale, celebrazioni in tutte le chiese In evidenza

Remigio Civitarese
Ottobre 22, 2019

Al cuore di questo mese missionario chiediamoci: che cosa conta per me nella vita? E' questo, in estrema sintesi, l'obiettivo della 93ma Giornata Missionaria Mondiale che si celebra domenica 20, nel Mese Missionario Straordinario indetto da Papa Francesco. Quello del 6 ottobre è stato 'Chiamati'.

Dopo l'Angelus Francesco ha ricordato che sabato, a Crema, è stato proclamato Beato il martire don Alfredo Cremonesi, sacerdote missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime). Il primo: quanto spazio danno i media (laici ed ecclesiali) alla missione? In generale direi: poco. Il monte ci porta in alto, lontano da tante cose materiali che passano; ci invita a riscoprire l'essenziale, ciò che rimane: Dio e i fratelli. In più, una volta i missionari che andavano all'estero, che si facevano crescere una lunga barba segno di saggezza (per gli orientali) e di virile avventurismo (per gli occidentali), erano fra i pochi che viaggiavano in altri continenti. Anche l'appello mediatico di questo esotismo viene sfruttato: internet è pieno di documentari, reportage, album di foto, ad opera di uno o dell'altro, di un gruppo o dell'altro. In questa speciale giornata Francesco ricorda la Lettera apostolica Maximum illud del 1919 di Benedetto XV, promulgata "per dare nuovo slancio alla responsabilità missionaria di tutta la Chiesa". Vai con amore verso tutti, perché la tua vita è una missione preziosa: non è un peso da subire, ma un dono da offrire. "C'è la tendenza a rinchiudersi in dinamiche che consistono principalmente nel denunciare ingiustizie, errori, violenze, senza mai concentrarci sull'annuncio, la proclamazione della verità del Vangelo di Gesù Cristo", rileva. In tal modo, i sovranisti rischiano di usare le persecuzioni che missionari e cristiani subiscono dall'islam fondamentalista come una "prova" che con l'islam non bisogna convivere, e che i migranti vanno rifiutati, dimenticando che vi sono missionari e fedeli che tessono rapporti di amicizia con persone e gruppi musulmani. Sa che noi siamo testardi nel ripetere "mio" e "nostro": le mie cose, la nostra gente, la nostra comunità..., e Lui non si stanca di ripetere: "tutti". Da quando papa Francesco ha detto che a lui piace una "Chiesa in uscita" nelle "periferie esistenziali e geografiche", si parla spesso soltanto di missionari "di strada", di impegno verso tribù in estinzione, di campioni nella raccolta di rifiuti differenziati...

Il titolo del messaggio del Papa e il tema dell'Ottobre missionario Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo riporta innanzitutto l'attenzione sulla vera identità del cristiano, che gli è donata con il sacramento del battesimo. "E come in montagna non si può salire bene se si è appesantiti di cose, così nella vita bisogna alleggerirsi di ciò che non serve", l'invito del Santo Padre: "È anche il segreto della missione: per partire bisogna lasciare, per annunciare bisogna rinunciare". Non contiene citazioni dottrinali o del magistero, ma solamente passaggi tratti dalle Sacre Scritture.

Per un missionario, il dialogo con le culture e con le religioni dei popoli, l'aiuto caritativo, la denuncia sono solo una parte piccolissima e quotidiana di un compito che è far sì che i popoli conoscano l'amore di Gesù Cristo e la sua potenza capace di liberare dai segni di morte che albergano in tutte le culture e situazioni.

"E' fondamentale prendere consapevolezza di questo, per il rinnovamento dell'attività missionaria e per renderla più feconda".

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