Siria, ultimatum Turchia: "Ritiro milizie curde o finisce la tregua"

Remigio Civitarese
Ottobre 22, 2019

L'annuncio del ritiro fatto da Trump il 6 ottobre era stato inoltre una specie di "via libera" all'operazione militare della Turchia nel nordest della Siria, che è ancora in corso e che ha come obiettivo l'allontanamento dei curdi dalle zone di confine turco siriano.

Come ha osservato la giornalista Jenan Moussa, la reazione dei curdi siriani di fronte al ritiro dei soldati statunitensi è stata molto diversa da quella mostrata la prima volta che gli americani arrivarono nel nord della Siria, quando furono accolti "come eroi, con fiori e urla". Mentre lo scadere del cessate il fuoco di 120 ore si avvicina - se entro martedì sera non sarà terminato il ritiro delle truppe curde (CHI SONO I CURDI) Ankara riprenderà le ostilità - Trump ha però anche avvertito: se la Turchia continua a "comportarsi male", gli Stati Uniti possono imporre sanzioni e dazi. Intanto, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, attacca: i Paesi occidentali si sono "schierati dalla parte dei terroristi" (LE FOTO). "Parleremo di questo processo con Putin e poi faremo i passi necessari", ha detto Erdogan, respingendo le accuse mosse alla Turchia di avere "mire espansionistiche" in Siria.

I combattenti e i civili curdi hanno iniziato ad abbandonare la città siriana di Ras al-Ayn, al confine tra la Turchia e la Siria. Lo afferma il segretario di Stato, Mike Pompeo, in un'intervista a Cncb, sottolineando comunque che gli Stati Uniti "preriscono la pace alla guerra".

In una nota diffusa dal Cremlino si legge che i colloqui tra Putin ed Erdogan si concentreranno sul tentativo di "normalizzare la situazione" nel nordest della Siria. Sui soldati americani, però, Trump potrebbe decidere una nuova retromarcia.

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