Unicredit, il piano per il 2023 taglia 8mila dipendenti (soprattutto in Italia)

Cornelia Mascio
Dicembre 3, 2019

I costi di integrazione associati al taglio dei costi saranno infatti pari a 1,4 miliardi al netto delle imposte: di questi 300 milioni riguardano Germania e Austria e saranno spesati nel quarto trimestre del 2019, mentre 1,1 miliardi riguarderanno l'Italia e saranno ricompresi nel bilancio 2020. La maggior parte degli esuberi sarà concentrata in Italia dove, riferiscono fonti sindacali, il personale verrà ridotto di 5.500 unità, pari al 68% del totale, e gli sportelli chiusi saranno 450. Tra il 2020 e il 2023, inoltre, Unicredit distribuirà ai propri azionisti circa 8 miliardi di euro, tra cedole e riacquisto di azioni, di cui 6 miliardi rappresentati da dividendi in contanti e 2 miliardi da riacquisto di azioni proprie. Gli utili della società, secondo il piano, saliranno a 5 miliardi di euro in tre anni, portando i ricavi complessivi a 19,3 miliardi nel 2023. In generale la distribuzione di capitale sarà pari al 40 per cento dell'utile netto sottostante nel periodo 2020-2022 (30% dividendi e 10% buyback), per poi salire al 50 per cento nel 2023, tra dividendi cash e riacquisti di azioni (40% dividendi e 10% buyback). Il ritorno sul capitale tangibile (rote), si legge ancora nella una nota, sarà "pari o al di sopra dell'8%" per tutto il piano. I crediti deteriorati lordi sono attesi sotto i 20 miliardi alla fine del piano, quasi 60 miliardi in meno rispetto a quelli che la banca aveva nel 2015.

"Team 23 è incentrato sulla massimizzazione della creazione di valore per gli stakeholder", afferma Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di UniCredit, presentando il nuovo piano al 2023.

In più, "in seguito alle nostre azioni decise e alla nostra attenzione rigorosa al de-risking e al rafforzamento dello stato patrimoniale, oggi UniCredit ha una solida base di capitale".

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