Emergenza Coronavirus, salta l'accordo con l'Europa: le parole di Conte

Remigio Civitarese
Marzo 26, 2020

Sia chiaro: nessuno può permettersi di pensare solo a se stesso: "Se qualcuno dovesse pensare a meccanismi di protezione personalizzati elaborati in passato", scandisce il presidente del Consiglio, "allora voglio dirlo chiaro: non disturbatevi, ve lo potete tenere, perché l'Italia non ne ha bisogno!". Stando a quanto si apprende a Bruxelles da fonti diplomatiche, Conte ha rifiutato la bozza delle conclusioni del Consiglio Ue e ha posto un ultimatum: in accordo con il premier spagnolo, Pedro Sanchez, l'Italia ha dato dieci giorni di tempo alle istituzioni europee per battere un colpo e tornare con una proposta che incontri le esigenze del Paese e di gran parte dell'Europa. "Ciascun Paese risponde per il proprio debito pubblico e continuerà a risponderne".

CHI SI OPPONE - L'appello di Italia, Francia, Spagna, Irlanda, Grecia, Portogallo, Lussemburgo e Slovenia per l'emissione di "uno strumento di debito comune" ha incassato il no di Austria, Germania e Olanda. "Una risposta forte ed adeguata la dobbiamo ai nostri cittadini e in definitiva alla stessa Europa".

Le conseguenze del dopo Covid-19, secondo il presidente del Consiglio, "vanno affrontate non nei prossimi mesi ma domani mattina".

"Siamo stati chiari fin dall'inzio, questo non è un atteggiamento antieuropeo o arrogante".

Oggi in videoconferenza con i leader del G20 il premier Conte ha detto infatti: "Sul fronte sanitario la coordinazione e la cooperazione dovrebbero essere assicurati sul versante della ricerca, dei trattamenti e dell'offerta di presìdi medici dove sono più necessari". E ha aggiunto: "È il momento che il popolo italiano venga aiutato", questo "significa poter spendere tutti i soldi che servono per aiutare imprenditori, lavoratori e famiglie e poterci rialzare". "Se si vogliono proporre vecchi strumenti faremo da soli".

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