Pechino: "Un Paese, due sistemi". Taiwan dice 'no'

Remigio Civitarese
Mag 23, 2020

"Il ministero degli esteri esprime profondo rammarico e forte insoddisfazione per il fatto che l'Organizzazione mondiale della sanità abbia ceduto alle pressioni del governo cinese e continui a ignorare il diritto alla salute dei 23 milioni di persone di Taiwan", ha aggiunto Wu. "La parte cinese è fortemente insoddisfatta, si oppone fermamente a tali azioni e ha presentato dichiarazioni solenni alla parte statunitense", ha osservato Zhao.

La Cina ha condannato gli Stati Uniti per la sua "pericolosa" decisione di congratularsi con il presidente di Taiwan Tsai Ing-wen per il suo insediamento.

Il segretario di Stato Mike Pompeo ha inviato ieri le sue congratulazioni a Tsai, lodandone "Il coraggio e la visione nel guidare la vibrante democrazia di Taiwan", in un raro messaggio di alto livello di Washington al governo di Taiwan, riassunto anche su Twitter. La versione del siluro che potrebbe essere fornita a Taiwan è caratterizzata da miglioramenti dei sistemi elettroacustici e da una migliore capacità di resistenza alle contromisure. Nel discorso tenuto dopo aver prestato giuramento per il suo secondo e ultimo mandato, Tsai ha affermato che le relazioni tra Taiwan e Cina hanno raggiunto una svolta storica. Pertanto, la regione di Taiwan non è mai stata esclusa dal sistema globale di prevenzione dell' epidemia dell'OMS.

La presidente ha citato Taiwan con il nome ufficiale di "Repubblica di Cina", diverso dalla Repubblica popolare cinese, rimarcando gli sforzi fatti per mantenere la pace e la stabilità nello stretto che separa l'isola dalla Cina. Gli Usa di Donald Trump sono però riusciti ad alzare il velo sulla subalternità dell'Organizzazione alla Cina, e a nuocere a quest'ultima sul fronte dell'immagine. E' ormai noto, infatti, che Taiwan ha fronteggiato efficacemente per prima la pandemia di coronavirus, quando ancora Pechino e l'Oms minimizzavano il rischio di una pandemia; ciononostante, l'agenzia dell'Onu ha caparbiamente rifiutato qualunque offerta di cooperazione o confronto rivoltale da Taipei, che da 30 giorni non registra alcun caso di contagio, e che è riuscita a contenere il coronavirus ancor più efficacemente di Corea del Sud e Giappone, ritenuti modelli in materia di contenimento del rischio virale.

Tsai e il suo Partito democratico progressista hanno vinto con ampi margini le elezioni presidenziali e parlamentari di gennaio, avendo per piattaforma l'opposizione alla Cina, pronta a prendere il controllo dell'isola ribelle anche con la forza, se necessario. Pechino, come ripetuto più volte dal presidente Xi Jinping, ha proposto il modello "un Paese, due sistemi", al fine di garantire un alto grado di autonomia come per Hong Kong. Da allora, e nonostante i disagi causati dalla crisi sanitaria globale, Tsai ha goduto un tasso di approvazione superiore al 60 per cento, che il capo dello Stato si appresta a sfruttare per irrigidire ulteriormente l'indipendentismo taiwanese, e superare i pericoli del contesto di crisi strategica ed economica globale, garantendo a Taiwan un ruolo di maggiore protagonismo sul palcoscenico globale.

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