Boicottaggio Facebook, Zuckerberg più 'povero' di 7,2 mld

Cornelia Mascio
Giugno 29, 2020

Facebook cambia nuovamente policy, e questa volta l'obiettivo è segnalare i post politici, come dichiarato dallo stesso Ceo Mark Zuckerberg sul suo profilo.

"Stiamo rivedendo la nostra politica pubblicitaria - ha detto il fondatore di Facebook - per vietare messaggi come quelli che indicano che persone appartenenti ad una specifica etnia, o ad una determinata nazione, o religione, casta, orientamento sessuale, identità di genere o status particolare (ad esempio immigrati) siano descritti come una minaccia per la sicurezza fisica, la salute o la sopravvivenza degli altri".

Lo sa bene Mark Zucherberg che difende a spada tratta la sua convinzione che i social media non sono liberi di auto regolarsi ma che sono i governi a dover imporre le regole, anche se si tratta di regimi autoritari che applicano la censura.

In molti si sono uniti alla campagna. Ciò ha portato anche il CEO di Facebook a scendere di un gradino nella classifica dei paperoni del mondo.

A tal proposito la Competition and Markets Authority avrebbe dato vita ad un iter che prevede la partecipazione di tutti i soggetti potenzialmente coinvolti nell'operazione, comprese le aziende e le organizzazioni di terze parti che a loro parere potrebbero subirne un danno.

Ma quanto annunciato da Zuckerberg non sembra essere stato sufficiente. Le azioni di Facebook infatti, hanno chiuso la settimana in Borsa a -8,3%, risultato peggiore da tre mesi. Il fondatore di Facebook ha dichiarato che aggiungerà dei tag ai post che sono "degni di nota" ma violano le regole della piattaforma perché contengono contenuti d'odio. P&G ha rifiutato di dire se avesse già preso una decisione riguardo a Facebook.

Altre relazioniGrafFiotech

Discuti questo articolo

Segui i nostri GIORNALE