Il Sole come non lo avevamo mai visto. Le immagini inedite

Rodiano Bonacci
Luglio 19, 2020

Ma la sonda spaziale Solar Orbiter, finora non ha conosciuto ostacoli, e viaggia spedita verso il suo obiettivo: studiare ed esplorare la nostra stella come mai era successo prima nelle esplorazioni interplanetarie.

Le prime immagini della sonda Solar Orbiter hanno rivelato dei piccoli bagliori vicino alla superficie del Sole mai notati prima. Durante il passaggio tutti e dieci gli strumenti scientifici di bordo hanno lavorato incessantemente, compresi i sei telescopi ottici, e nei giorni successivi tutti i dati sono stati ricevuti dalla stazione europea di Malargüe in Argentina e quindi distribuiti ai vari team responsabili dei vari strumenti. "L'Esa si propone di andare a 0,3 UA, un terzo della distanza Terra-Sole e studiare accuratamente i fenomeni della corona, il campo magnetico solare e, per la prima volta, osservarne i poli".

In termini astronomici, significa arrivare a pochi passi dal Sole, laddove le temperature sono roventi: "La distanza è di 4 minuti luce - spiega Silvano Fineschi, che è Direttore dell'Osservatorio Astrofisico di Torino dell'Inaf, ed è Responsabile Inaf per la missione - cioè 4 minuti di tempo prima che immagini e dati arrivino sulla Terra, e lo stesso tempo per impartire comandi alla sonda".

La sonda dell'Agenzia Spaziale Europea ha catturato dettagli del Sole mai visti prima. "Questi campfire sono insignificanti da soli - afferma Frédéric Auchère, dell'Institut d'Astrophysique Spatiale (IAS) in Francia - ma il loro effetto sommato su tutto il Sole potrebbe fornire il contributo dominante al riscaldamento della corona solare".

Ciò che le immagini, scattate nell'ultravioletto estremo, mostrano sono i falò solari che sono i parenti in piccolo dei brillamenti solari osservabili dalla Terra.

Come noto la corona solare è lo strato dell'atmosfera del Sole più esterno e, per un motivo ancora non compreso, la sua temperatura è di oltre un milione di gradi Celsius, mentre la temperatura della superficie della nostra stella è appena di 5.500 °C.

Ora Solar Orbiter è nella sua fase di crociera e sta aggiustando la sua orbita a attorno al Sole. "Possiamo utilizzare l'intero set di strumenti della missione per rivelare e comprendere i processi fisici che operano nelle diverse regioni del Sole e che portano alla formazione del vento solare".

Il prossimo appuntamento sarà per dicembre quando la sonda effettuerà un flyby di Venere, sfruttandone l'effetto fionda gravitazionale (gravity assist) necessario ad avvicinarsi sempre più al Sole.

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